Cari amici,

ho scritto nel 2003 questo racconto, è mirato al valore della vita. Non ci rendiamo conto di essere come in un binario in corsa, e non ci rendiamo conto quale e quanto valore abbia ogni istante della nostra vita.

La mia vecchia Jepsy

Non ci potevo credere! Era la mia vecchia Jespy che portavano alla rottamazione. Il cuore mi si struggeva di ricordi e nostalgia.

Ero dall'autoconcessionario in cui mi ero recato per scegliere una nuova automobile, ma non potevo che seguire con lo sguardo la mia vecchia Jepsy che veniva portata via. Un'altro sguardo, e poi un'altro, a quell'auto che era stata parte di molte mie vicissitudini, che ora vedevo allontanarsi e divenire sempre più un ricordo. Ma ora dovevo pensare alla mia nuova auto con speranza, l'avrei scelta bianca, mi dava una sensazione positiva, una sorta di "ricominciamo" relativa alla mia vita.

E io dovevo ricominciarla davvero. Tutto ciò che era stato fino ad allora era andato via con la mia vecchia Jepsy, e nulla sarebbe stato più come allora.

Tornai a casa con l'autobus, e guardando dal finestrino, assorto nei miei pensieri, mi rividi pressoché un giovanotto, (non che sarei vecchio: 41 anni! ) ma con quella vivacità tipica, con quella spensieratezza, e la gioia di potere finalmente avere un'automobile nuova tutta mia. Fino a quel giorno mi ero accontentato di auto di seconda mano, con le quali purtroppo non mi ero mai sentito in sintonia. Ma poi finalmente ecco: potevo scegliere una macchina nuova.

Naturalmente la scelta si fece in due: io e mia moglie, una donna con una grande vitalità. Avevamo una complicità rara, un'intesa profonda, un'attrazione che non era mutata di una virgola, dal giorno in cui ci siamo sposati. Due bambini allietarono quasi subito la nostra vita, eravamo una famiglia felice. Non so perchè chiamai subito "Jepsy" la mia auto: semplicemente mi venne spontaneo fare così. All'epoca lavoravo come panettiere in un panificio artigianale in cui, pur se con orari impegnativi, mi sentivo felice ed appagato. Mia moglie faceva allora la mamma, e i bambini riempivano abbondantemente le sue giornate. Ma sapevamo crearci il nostro momento magico, romantico, sensuale. Generalmente accadeva il sabato, dopo cena, quando i bambini erano a letto. Tradotto in aggettivi ecco cosa riporto dalla mia mente di quelle sere: calore, tenerezza, complicità, sensualità...

Il primo viaggio con la nostra Jepsy? Venezia! Fu un viaggio meraviglioso e portammo con noi anche i bambini che erano felicissimi. Penso che eventi positivi e negativi rimangano impresso anche nella nostre automobili, è qualcosa di umanamente inspiegabile, ma ne sono fermamente convinto.

Ripartendo con la memoria da quel viaggio, ripercorsi tutte le fasi più salienti di quegli anni e fu come rivivere ogni evento: triste o felice. Chissà se la mia vecchia Jepsy è giunta alla sua ultima destinazione...- pensavo tra di me rientrando a casa. La mia "vecchia Jepsy", con me e la mia famiglia, aveva avuto modo di "vivere" momenti felici, tristi, e infine drammatici...e ora? Davvero la sua strada si era interrotta?

- La vita si è interrotta - mi ha praticamente risposto mia moglie al ritorno a casa, dopo che io le avevo raccontato le mie sensazioni - solo la nostra vecchia vita si è irrimediabilmente interrotta, direi mutata per sempre.

- Lo sapevo già anche io, forse volevo una conferma, il tanto che mi serviva per avere un aiuto nel cancellare il drammatico ricordo, i nostro drammatico ricordo, ed affrontare la realtà: nessuno più poteva portarci indietro a quel fatidico giorno! Nessuno più poteva restituirci la vita. Solo allora mi sono reso conto che non avevo neanche il modo di avvertire i miei amici, i miei parenti: la vita è un bene prezioso, un immenso dono di Dio! Un attimo di sconsideratezza, di distrazione, di imprudenza, può essere la distruzione di un'intera famiglia! Pensateci...l'uomo non è padrone della vita! E' un'illusione pensare: - Queste cose capitano solo agli altri, io sto attento! Rispetto le regole, so guidare bene la macchina...ho esperienza...

Ma quando ti ritrovi ormai dall'altra parte, e vedi la vita come attraverso uno specchio, uno specchio da cui tu non puoi più passare, capisci e rivedi tutti i tuoi anni vissuti sotto un'altro aspetto. Non è un momento facile, e non si supererebbe se non si sentisse in quel luogo una sensazione profonda di bene, un bene che sulla terra non esiste, un bene che poi ti distoglie dai tuoi ricordi, un bene che ti abbraccia e ti accoglie. Lui mi aveva donato la vita, io non sono stato capace di conservare più a lungo quel bene prezioso, ma tu? Tu sei ancora in tempo!!

Rossella Usai - "Dal baule della nonna" - Copyright © 2004 - Rossella Usai

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