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Il mio vampiro divertente - Luglio 2004
Non era una sera come le altre e non avevo altra scelta, dovevo fuggire. Era come un'ossessione che da mesi mi perseguitava, ma che riuscivo sempre a vincere chiedendomi: - Ma per andare dove? Non si fugge dal proprio passato ed il presente ce lo portiamo inevitabilmente dietro. Ma come ho detto, quella sera non potevo accontentarmi di tale ragionamento, nè calmare la crisi che sentivo dentro di me. Un solo pensiero: "se si potesse cambiare la propria vita...". Un solo intento: "mettere fine ai miei giorni". Una sola speranza: "l'oblio del niente, o l'illusione di potere fuggire da questo mondo tramite la morte, per passare in un'altra dimensione". Un solo ricordo:"i momenti felici della mia vita, che sono stati poi la mia rovina, poichè vedendoli distrutti poi ad uno ad uno, mi hanno lasciato solo il desiderio di cancellarli per sempre dalla mia memoria". Una certezza: tutti i miei parenti, mio marito, i miei figli, sarebbero stati poi meglio senza di me. Un solo dispiacere: mia madre. A lei sapevo che ciò avrebbe causato un immenso dolore. Ma ormai era troppo tardi per aiutarmi, nessuno poteva più farlo.Pertanto ho scritto qualche riga a mio marito, e sono andata via di casa in serata inoltrata, mentre lui tranquillo e noncurante guardava il televisore. I ragazzi erano fuori di casa con amici... Sono uscita vestita come ero, niente documenti con me, soldi o altro. Solo ero spinta dal mio profondo dolore, non ero più in grado di reggerlo, un dolore che comprendeva un'infinità di sensazioni angoscianti: le mie delusioni, i miei rimpianti, la solitudine... Era una serata fresca pur essendo Luglio, un cielo stellato mi guardava, come per farmi fermare a riflettere. La sensazione dell'aperto, il camminare velocemente senza una precisa metà, uno strano senso di libertà, come se finalmente potessi fare qualunque cosa, mi tranquillizzarono temporaneamente. Feci allora una lunga passeggiata fino al lago. Lì, nella notte inoltrata, nascosta in un luogo che avevo reputato sicuro (nessuno mi avrebbe più trovato, non lo avrei permesso!), feci uno strano incontro. Mi parve infatti di sentire dei rumori, poi dei passi. Una figura nera era davanti a me. Chi era? Voleva spaventarmi? Era un'illusione creata dalla mia fantasia? Era un fantasma? No, era semplicemente un "Vampiro divertente" come mi disse poi. - Perchè divertente? - chiesi io seduta in terra di fronte a lui. - Esistono due tipi di Vampiri - spiegò poi lui - terrorizzanti e succhia sangue o divertenti. - Ah! Questa non la sapevo - dissi io distraendomi dai pensieri angoscianti - perchè sei venuto qui da me? - Ma perchè tu hai un grande bisogno di me - disse lui prendendomi una mano. - Senti il calore delle tue mani - disse poi - senti il battere del tuo cuore, girati intorno e guarda l'immensità del cielo! Metti i piedi nudi in terra, senti la terra come parte della tua vitalità. Ora il tempo si fermerà e vedrai cosa sa fare un Vampiro divertente. Cosa ti piaceva fare da bambina? - Mi piaceva giocare con i miei fratelli e li ho profondamente amati. - Ora non li ami più? - Non so più chi amo e chi no, l'amore, l'affetto, l'amicizia, mi spaventano, perchè da questi sentimenti ho avuto grandi delusioni e grandi sofferenze. - Poi cosa ti piaceva? - Stare con mia madre, ma ho amato molto anche mio padre, tanto che non credevo neppure. Solo dopo che è morto l'ho capito. Poi mi piaceva correre, specialmente in bicicletta, adoravo il mare... - Cosa pensavi del tuo futuro, che sogni nutrivi in proposito? - Non mi immaginavo nel futuro, non ci sono mai riuscita neppure da adulta. - Va bene, ora vieni con me! - Ma dove? In un istante mi trovai insieme a lui in un'immensa distesa di grano. - Guarda questi chicchi di grano, ognuno di loro serve. Tu eri destinata a determinate cose, non hai fallito la tua vita, l'hai lottata, e la lotterai, ma stai dando il tuo contributo nella storia del mondo. - Ma quale contributo? Ho risposto io incredula... - Il primo contributo che hai dato sono i tuoi figli. Ed effettivamente ci ripensai. Mi rividi all'ospedale a scegliere il primo dei completini che con amore avevo preparato per mia figlia Sara, l'infermiera della nursery che lo prende, e mi porta poi la mia bambina. L'emozione incredibile di prenderla in braccio per la prima volta ancora mi faceva tenerezza ricordarlo, il momento in cui i nostri occhi si incontrarono non lo scorderò mai. Poi ricordai quando allattai per la prima volta Simone, l'orgoglio di un bimbo bellissimo di 4kg.! - Ma anche la loro crescita ti ha dato molti momenti felici - ha continuato il Vampiro divertente - riguardali con me! Sei stata una brava mamma, perchè ora che hanno tanto bisogno di te vuoi abbandonarli? Il fatto che, nella loro crisi adolescenziale non siano più i tuoi "cuccioli" ciò non vuol dire che non ti amino più. Ma poi come in un sogno, mi ha portato a Venezia, e lì ho ricordato un viaggio di nozze, ho ricordato due innamorati che pareva niente li avrebbe divisi. - Lo so che non è andata così - rispose lui con comprensione - questo non vuol dire che la vita invece ti riservi risvolti impensati...Poi mi ha portato, d'istante, nella fabbrica di mio padre. Ogni domenica mattina andava a controllare. Ci faceva vedere tutto con orgoglio, era un uomo completo solo lì dentro. Mi facevano paura i macchinari, la fornace, i carrelli che percorrevano da soli una specie di binario. Dopo quest'immagine, mi ha fatto ritrovare di fronte alla bara aperta di mio padre. - Ma non dovevi essere un Vampiro divertente? Bugiardo! Non ti pare abbia sofferto abbastanza? - Si, ed è per questo che ti mostro come la sofferenza talvolta possa uccidere anche senza un suicidio effettivo. La sofferenza, consuma, uccide se non usata in giusto modo. Non c'è un giusto modo! Tu sei un'illusione, non voglio più vederti! - Non sono un'illusione, sono la realtà, e tu devi accettala, ritrovare un giusto equilibrio, ti sei depersonalizata, devi ritrovare te stessa. Devi capire che la vita può avere mille facce, anche molto diverse una dall'altra. Non pensare mai che quello che vivi ora lo vivrai per sempre. Direi che oggi costruisci il tuo domani. Ma ora andiamo avanti nel tempo. Se tu oggi avessi messo fine ai tuoi giorni, avresti rovinato la tua famiglia, i tuoi figli, tuo marito, tua madre, i tuoi fratelli. Ma se deciderai di vivere, e lotterai con speranza, potrai abbracciare un bambino biondo. - Quale bambino biondo? - ho chiesto io tra le lacrime.- Questo che ti mostro andando avanti nel tempo: tuo nipote, guarda gioca con il secchiello e la paletta al mare è felice e guarda te. Capisci - continuò il Vampiro divertente - la vita è un dono prezioso, sempre e comunque. Ad un tratto il Vampiro divertente non c'era più, ma io mi sentivo stranamente meglio, più serena, respiravo profondamente, gioivo guardando il cielo. Tornai a casa con uno strano senso di presentimento, come se lui, il Vampiro divertente, mi suggerisse solo pensieri ottimistici per il mio futuro. Mi pareva che solo dovevo avere il coraggio di voltare pagina, e lui me lo aveva dato. Chissà che un giorno anche voi possiate provare l'aiuto di un Vampiro divertente, ma non sarò disposta a cederlo a nessuno, e lui stesso non mi lascerebbe mai. Rossella Usai "Dal baule della nonna" - Copyright © 2004 - Rossella Usai. All right reserved and is not to be copied in any form.
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