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Agenzia Investigativa
21/03/03
Cari amici,
le mie missioni hanno il potere di divertirmi molto, ma purtroppo hanno su di me
anche un effetto debilitante... E' così che nel corso dell'ultima mia incredibile missione,
(Reportage in paese), il mio organismo è stato messo a dura prova, specie nel soggiorno
finale in Bavaria con la mia focosa compagna. Era dunque inevitabile un crollo psico-fisico.
- "Lipotimia" - mi hanno diagnosticato al pronto soccorso.
Sono giunto lì bianco lavato, debole, e con uno sguardo che credo sia parso poco
intelligente a chi mi ha prestato le prime cure:
Visita generale, prelievo del sangue venoso, controllo della pressione arteriosa,
flebo, elettrocardiogramma, visita cardiologica...ero stravolto più di prima quando
sono stato dimesso dal pronto soccorso.
Nei giorni seguenti, a casa, nel mentre che mi riposavo fisicamente nel letto,
come prescrittomi dalla mia Dottoressa Platano, la mia testa rimuginava non mi ricordo
neanche bene cosa, finchè all'improvviso mi è balenata un'idea fulminante!
Da questa idea, cari amici è nata la mia nuova avventura che intitolerei:
"Non ci resta che contarci i denti in bocca"
Volete viverla con me?
Seguitemi... e non vi pentirete!
Una settimana dopo quel giorno, ripresomi quasi del tutto, ho iniziato a delineare e
progettare nei dettagli la mia nuova missione, lavorando seriamente al mio computer.
Ho preso appunti, ho cercato indizi, ma alla fine della giornata ho cestinato tutto.
- Lavoro inutile! - ho urlato saltando sopra quelle cartacce.
La mia missione pareva destinata a morire in partenza. All'improvviso, tra quelle cartacce,
ho scorto una ricetta medica. L'ho subito presa in mano, d'istinto, come sperando di trovarci
un'idea su cui basare la mia nuova missione.
- E' una ricetta medica della Dottoressa Platano! - ho detto deluso - Tra l'altro l'avevo
cestinata già il giorno in cui me l'aveva consegnata dicendo:
- E' importante che lei assuma questo medicinale!
Ma cari amici, se avessi ingollato anche una sola di quelle pasticche ora non ero qui!
Sono anni che le ripeto che sono allergico a determinati farmaci, ma lei nonostante
ci metta tutto il suo impegno nel "curarmi", non ha ancora capito quali.
Non posso spiegarvi bene cosa successe poi. Ho avuto davanti a me una visione chiara!
La Dottoressa Platano era il capo del filo che avrebbe guidato la mia nuova avventura!
Sono rimasto un pò come paralizzato, poi in dieci minuti ero già vestito... in
direzione dell'ambulatorio della Dottoressa Platano!
25/03/03
L'ambulatorio della Dott.ssa Platano non è distante da casa mia. Ci sono
arrivato in un attimo con la mia bicicletta. E' sempre pieno di vecchiette e
vecchietti, doloranti e scocciati, che non fanno che lamentarsi di tutto. Ma
ci sono persone un pò di tutte le età. Volete il parere della gente circa la
politica? Venite nella sala d'aspetto della Dott.ssa Platano. Volete sapere
cosa pensa la gente della sanità in Italia? O ancora, volete un resoconto
dettagliato di tutti gli avvenimenti del paese? Un consiglio circa una dieta
efficace? Come sbarazzarsi della suocera una volta per tutte? Tutto questo e
molto di più dalla Dott.ssa Platano! Naturalmente io ascolto ma non partecipo
a questi discorsi. Preferisco leggere i giornali che sono lì a disposizione, e
spesso senza farmene accorgere, strappo gli articoli che mi interessano di
più.
- Avanti il prossimo...
-Tocca a lei! - mi ha detto un vecchietto tutto inviperito - Cerchiamo di
non perdere tempo, altrimenti qui finisce che non si va più a casa!
- Mi scusi! - ho detto io - Sa, sono sordo come una campana!
- Oh! Mi scusi lei - ha detto il vecchietto - non sapevo...quando esce le
consiglio un buon apparecchio per l'udito.
- Si,si... - ho detto io pentito di avere detto quella bugia.
La Dott.ssa Platano, seduta di fronte alla sua scrivania, con la sigaretta in bocca e
circondata da una nube di fumo mi dice:
- Oh! Buonasera... che ci fa lei qui? Le avevo detto di stare a riposo!
- Si, lo so - ho detto io sedendomi di fronte a lei - Ma sono qui,
poichè sono notevolmente peggiorato.
- Peggiorato? Se lei fosse peggiorato non avrebbe avuto la forza di venire
qui! Vediamo...la Dott.ssa sono io, e giudico io i peggioramenti e le
guarigioni! Si stenda sul lettino e mi elenchi i sintomi.
- Febbre, anzi febbriciattola, 37°/37,3°, - ho incominciato io -
debolezza, mal di reni, dolore alle braccia e alle mani, formicolii, crampi ai
piedi, (specie la notte).
- Tutto qui? - ha chiesto la Dott.ssa Platano.
- No - ho continuato io - Ho mal di testa e mi rimbombano i rumori nelle
orecchie! Ho sempre freddo! Freddo convulso, capisce?
- Capisco - ha detto lei - a me non rimbombano i rumori nelle orecchie!
Respiri...ancora...tossisca...
- Non digerisco nulla! - ho continuato io.
- Silenzio... - ha continuato la Dott.ssa visitandomi - Ora si rivesta.
- Cos'ho? - ho chiesto io.
- Secondo me nulla! Lei è stressato! - ha detto la Dott.ssa riaccendendosi
un'altra sigaretta.
- Stressato? Io sto male e lei mi dice che sono stressato? - ho detto io un
pò alterato.
- E' solo stressato le assicuro. Le ho segnato una buona tisana
distensiva....avanti un'altro... - e così ha concluso la visita, mettendomi
cordialmente alla porta.
- Ah! Eccola qui! - ha detto il vecchietto vedendomi uscire fuori - Venga
con me che le consiglio un buon apparecchio per l'udito!
- No grazie! Sono appena guarito! - ho detto io seccato. Me ne sono andato
sbattendo la porta. Possibile che la mia missione finisca qui? Devo trovare il
modo di portarla avanti, ho pensato tra me.
L'idea mi è venuta il giorno seguente.
26/03/03
Ero nel mio appartamento, e riflettevo sdraiato nel letto. Il tepore della
primavera mi impigrisce tutti gli anni, ma quest'anno mi ha messo la bizza
addosso. Non so se è normale, ma ho deciso di sfogarla in una entusiasmante
missione. Per poterla se non altro iniziare, ho escogitato un'idea. Ho preso
il telefono in mano e ho telefonato alla Dott.ssa Platano:
- Dott.ssa Platano? - ho chiesto.
- Si dica... - ha risposto lei con voce seccata.
- Ha visto che non era stress! Ho la febbre a 38° , e stanotte ho avuto
una colica renale - ho detto io con voce provata.
- Mi sembrava tutto a posto, ieri... Va bene, passo sul tardi - ha concluso
lei.
Uno, due... tre. Alcuni salti nel letto, mi sembravano di buon
auspicio! La mia missione investigativa circa la sanità in Italia era
finalmente iniziata!
Sul tardi è arrivata la Dott.ssa e mi ha segnato una cura, le analisi
delle urine, e un'ecografia renale.
Quando è andata via, ho messo in atto la seconda parte del piano. Dovete
sapere che la mia vicina di casa, la signora Rosaria, che avete conosciuto
nella mia precedente missione "Reportage in paese", è tornata a
casa dopo quella brutta avventura. Povera donna! Non si è ancora
ripresa, e ogni giorno viene un'infermiera a farle una flebo. Talvolta
l'ambulanza arriva con la sirena in allarme, e la portano via, ma dopo un pò
la riportano indietro. L'ho sempre detto che è una pellaccia!
Dove rivolgermi per una buona dose di virus e infezioni? Non potevo che
pensare a lei, e ho suonato alla sua porta. E' venuta ad aprirmi dopo un
pò.
- AH! - ha urlato terrorizzata sull'uscio, non appena mi ha visto. E'
svenuta subito dopo ed è cascata in terra come un sacco di patate.
- Povera donna! - ho detto io commosso, prendendola ed appoggiandola su di
una poltrona.
Dopo un pò pareva si ripigliasse ma, non appena ha visto i miei occhi che
la fissavano con ansia, è mancato poco che morisse di sincope.
- Povera donna! - ho ridetto io, praticandole un massaggio cardiaco.
Ma poi, finalmente, la signora Rosaria si è ripresa e mi ha buttato fuori
di casa.
- Signora...Rosaria...mi apra...sono io...il suo vecchio amico...volevo
solo aiutarla... farmi perdonare... - supplicavo io alla porta - Ho letto un
libro, circa la conversione di un politico e gliene volevo parlare!
- Quale politico? - ha chiesto lei curiosa.
- Bustarello - ho risposto io.
- Bustarello? Non conosco nessun Bustarello! - ha detto lei indignata.
- Mi apra che le spiego tutto. Pensi che ora si è ritirato nel Tibet! - ho
insistito io.
Sapevo che la parola "Tibet" era come una "password", e
che la signora Rosaria non avrebbe resistito. Mi avrebbe aperto ne ero certo!
- Cosa sa di questo Bustarello? - ha chiesto lei subito, non appena sono
entrato.
- Oh che furia è mai questa? Signora Rosaria, non la riconosco! Non mi
offre nulla? - ho detto io sedendomi nella sua poltrona preferita.
- Una tisana? - ha detto lei senza convinzione.
- Vada per la tisana - ho detto io.
- Ah! Il Tibet! - ha detto lei dalla cucina, mentre mi preparava la tisana
- Sono anni che medito di andarci anche io. Ho sempre avuto idea di finire lì
i miei giorni, con quei silenzi, con quelle meditazioni...ah, vorrei tanto
andarci!
- E perchè non ci va? - ho chiesto io.
- Perchè la Dott.ssa Platano mi ha prescritto il mare. Bagni di mare, ha
detto. Ci pensa? Bagni di mare, io? Una persona con un'apertura mentale come
la mia...con una sensibilità come la mia! Il Tibet ci voleva! Il Tibet ci
voleva!
- Il Tibet ci voleva! - ho ripetuto io.
- Ecco la sua tisana, fa benissimo agli intestini! - ha detto la signora
Rosaria porgendomi una tazza con un liquido verde bollente.
- Signora Rosaria! - ho detto io cercando di arrivare al nocciolo della
questione che mi interessava - Voglio farmi perdonare da lei. Ho deciso che le
farò io le commissioni giornaliere per sdebitarmi! Non importerà più che
chiami il portinaio.
- Davvero? - ha esultato lei - Mi tocca dargli ben 10,00 euro al giorno!
- Da domani le risparmierà per andare in Tibet! - ho continuato io -
Domani per iniziare, dato che è venerdì e lei fa sempre l'esame delle urine
in questo giorno della settimana, porto io la provetta
all'ambulatorio analisi.
- Oh! Carissimo! - ha detto lei commossa.
Sono tornato a casa molto soddisfatto. I batteri per il mio esame delle
urine l'avevo trovati!
27/03/03
La mattina seguente, mi sono recato subito a casa della sig.ra Rosaria e ho
preso la provetta con le sue urine.
- Stia attento! - mi ha detto consegnandomele come fosse un liquido
prezioso.
Io invece, sono andato subito nel mio appartamento e con il contributo
urinario batterico della cara signora, e un'intrufolata di dita sporche dentro
la mia provetta, ho creduto di avere fatto un buon lavoro.
- Ecco - ho detto tra me - con un esame del genere non potranno che
ricoverarmi subito all'ospedale S. Pazienzioso.
29/03/03
L'ospedale di S.Pazienzioso è di recente costruzione. Visto da fuori pare
quasi un centro commerciale moderno ed efficiente, e anche entrando
all'interno dell'edificio, tutto da l'idea di tecnologie avanzate. E' divertente salire
ai piani superiori con le scale mobili, prendere un caffè al bar, fare
shopping, pranzare al self-service. C'è persino la parrucchiera e la
manicure. L'ospedale è dedicato ad un famoso medico della nostra zona, che
per le sue alte virtù è stato fatto santo: S. Pazienzioso.
Era un medico molto rinomato negli anni 1940/1960. Era bravissimo, tanto
bravo che non lo pagava nessuno. Ma lui era pazienzioso, e si accontentava
anche di una gallina per il brodo o di un coniglio. La mortalità in
quegli anni, è stato dimostrato di recente, fu bassissima. Non sopportava
di vedere morire i suoi pazienti! L'immagine del Santo, è esposta in
bella vista all'ingresso dell'ospedale. La fiumana di persone che entra
continuamente dall'ingresso principale dell'ospedale, ha il volto serio e
preoccupato. Non si sa mai cosa ci possa capitare entrando in questi ospedali
d'oggi! Saremo curati adeguatamente? Quanto ci faranno spendere? Ci
considereranno persone o sacchi di immondizia? Queste e molte altre
angoscianti domande, opprimono i malati che entrano all'ospedale. Ma poi, il
loro sguardo cade sull'immagine di S. Pazienzioso. E' un momento magico. Si
sciolgono in emozionanti ricordi, e immancabilmente pensano o dicono a voce
alta:
- S. Pazienzioso! Pensaci tu a noi! Provvedi, prega, aiuta...
E con queste parole di speranza si mettono nelle mani dei medici
d'oggi.
Ora capite, miei cari amici, perchè abbia così a cuore l'idea di fare una
missione investigativa circa la sanità in Italia! Noi almeno, nella
nostra zona, (Viareggio) abbiamo il ricordo di S.Pazienzioso! Ma non si può essere
egoisti...devo pensare anche a chi non ha nella memoria un esempio così virtuoso,
e si trova alla mercé di una sanità che sta andando in sfacelo, a causa principalmente
della disonestà e della insensibilità di molti medici d'oggi.
7/04/03
Stamani sono andato all'ospedale di S.Pazienzioso a ritirare le
analisi. Non ci ho messo molto, e dopo una mezz'ora ero già fuori
dall'ospedale e seduto su di una panchina ho letto i risultati.
Non ci capisco nulla in tutte quelle parole strane, però ho capito che
l'esame non era andato bene, dai valori di riferimento.
- OK! - ho pensato tra di me - ora vado subito all'ambulatorio della
Dott.ssa Platano.
La Dott.ssa Platano, nel leggere il risultato dell'esame è sbiancata. Io,
naturalmente, l'ho condito con una serie di "Oi" "Ai",
"Mi fa male qui e quà.
- Nel visitarla, però, non riscontro nulla - mi ha detto poi perplessa la
Dott.ssa.
- Successe così anche al mio povero zio - ho detto io.
- Cosa gli successe? - ha chiesto curiosa la Dott.ssa accendendosi una
sigaretta.
- Tre giorni prima di morire, stava pressappoco come sto io ora...
poveretto... non diagnosticarono il suo malaccio! Il suo medico, non se l'è
mai perdonato! E' andato missionario in Brasile...pensi un pò.
- Addirittura! - ha detto la Dott.ssa preoccupata spegnendo la sigaretta
senza finirla.
Insomma per farvela più breve, ora sono qui, in camera mia che preparo la
valigia. Destinazione? Ricovero per accertamenti all'ospedale di S.Pazienzioso.
Non vedo l'ora!
8/04/03
Oggi mi sono recato in ospedale ed ecco cosa è successo...
Il primario del reparto in cui sono stato inviato dalla Dottoressa Platano, mi
ha guardato con noncuranza, e con altrettanta noncuranza, ha letto la richiesta
di ricovero della mia Dottoressa, poi ha detto:
- Solo la Dottoressa Platano poteva inviarla qui.
- E perchè? - ho detto io.
- Ma semplicemente perchè, per un caso come il suo, sono previsti o il
ricovero ordinario, o il day ospital. Per entrambi c'è una lunga lista
d'attesa. Del resto le sue condizioni non posso definirle di
"urgenza". Esegua gli esami diagnostici consigliati dalla
Dottoressa in normale regime ambulatoriale, è il consiglio che posso
darle.
Mi ha poi citato il nome di uno specialista che il sabato esercita la
libera professione al quale, eseguiti tutti gli esami, mi sarei dovuto
rivolgere.
Sono andato via deluso. Tra di me pensavo:
- Meno male che non ho davvero i sintomi che ho descritto alla Dottoressa!
Una volta a casa ho fatto una serie di telefonate. Ho praticamente
prenotato tutti gli esami, e ho chiesto quanto ammontava il ticket da pagare
su ognuno di essi. Non ci potevo credere quando ho fatto il totale! L'ho
ricontrollato un paio di volte. Era proprio così. Ho poi chiesto a quanto
ammontava la parcella dello specialista che mi era stato consigliato, e qui
devo dirvi che ho avuto un brutto colpo.
- Pare che, in Italia, se ci si ammali "non ci resti che
contarci i denti in bocca" - ho detto io al culmine dello
stupore e della rabbia!
Senza considerare, cari amici, che le date di prenotazione di ogni singolo
esame, facevano si che io sarei stato pronto per lo specialista tra circa un
mese. Ho deciso di recarmi subito alla cappella dell'ospedale di S.Pazienzioso
per accendergli una candela.
- S.Pazienzioso - ho detto con le mani giunte di fronte alla sua statua -
ti ringrazio per avermi conservato in buona salute fin'ora, e ti prego di
continuare così!
Il giorno dopo, ho telefonato in ospedale e ho chiesto di parlare con il
primario:
- Buongiorno, mi scusi, si ricorda di me?
- Se mi dice chi è, può darsi. Qual'è il problema? - ha risposto lui
seccamente.
Dopo essermi presentato, la sua voce era più secca e scocciata di prima.
Io ho fatto finta di non accorgermene, e con tutta la gentilezza che potevo
avere in quel momento di rabbia interiore, gli ho detto:
- Veda, il problema, è che io sto male e sono senza cure. Ho
prenotato gli esami ma, saranno pronti tra un mese. Senza considerare che, se
non si è ancora capito bene, io sto male e per me è un vero disagio andare
in giro a fare gli esami.
- Vuole essere ricoverato? Lo dica! - ha risposto lui.
- Lo dico? Si lo dico. Vorrei essere ricoverato o, per lo meno vorrei fare
un day ospital.
- Niente day ospital! La ricovererò! - ha detto lui inviperito.
- Quando pensa... - ho chiesto io.
- La chiameremo noi - ha detto lui quasi chiudendomi il telefono in faccia.
Non mi resta che aspettare...e meno male che non mi sento davvero male!!
S. Pazienzioso, guidami tu, proteggimi tu!
21/04/03
Oggi e il giorno di "Pasquetta", il tempo è piovigginoso, tira
vento è anche un pò freddino. Sono solo in casa e, spero che domani mi
chiamino dall'ospedale per il ricovero. Vi devo confidare che, in questi
giorni, ho fatto una ricerca approfondita per sapere almeno qualcuno dei miei diritti di
"malato". Si, è vero, io al momento sono un malato
"immaginario" ma ciò l'ho fatto solo ed unicamente per
"smascherare" i medici che, in questa zona, non lavorano
onestamente, non nei pieni diritti del malato, ma nei pieni diritti delle loro
tasche ed interessi. Forse, questo è un fatto circoscritto alla mia zona, è
nella vostra tutto va per il meglio. Forse noi tendiamo a volere vedere nei
medici d'oggi l'immagine onesta di S.Pazienzioso...non so...sono confuso. Ma
ecco, cari amici cosa ho scoperto, e sottolineo scoperto cari amici,
per un unico motivo. Io credo che, non avrei affatto avuto bisogno di scoprire
tramite ricerche , tali "diritti del malato", perchè li avrei
dovuti trovare rispettati in me, al momento in cui mi rivolgevo al mio medico
curante, all'ospedale ecc. Loro stessi avrebbero dovuto farmi vivere i miei
diritti di malato, nel pieno rispetto di essi. Ma non è andata
così...pertanto ecco...prendete nota, è importante che noi "malati" si sappia
bene quali sono i nostri diritti!
- Ricovero ospedaliero d'urgenza
- Deve essere disposto dal medico di guardia del Pronto Soccorso. Il paziente riceve
le prime cure in Pronto soccorso e, se il medico ravvisa una urgenza clinica, lo deve avviare
al reparto competente. La responsabilità è del medico che visita il paziente nel Pronto soccorso.
Nota bene:
Se l'ospedale in cui il paziente è stato trasportato non ha disponibilità di posti letto,
nel reparto in cui il malato deve essere urgentemente ricoverato, deve essere attivata da parte
del personale addetto la ricerca di posti letto presso altre strutture ospedaliere.
- Il ricovero ordinario
- E' un ricovero previsto per il trattamento di patologie non urgenti o per approfondimenti
diagnostici particolari, che non possono essere eseguiti in normale regime ambulatoriale. Questo tipo di
ricovero è generalmente deciso dal medico di famiglia. E' necessaria "una scheda" dove va
specificato il motivo del ricovero, ed è bene allegare la cartella clinica con tutti
gli accertamenti diagnostici e di laboratorio, già eseguiti.
Nota bene: Con questa "scheda" io sono stato all'ospedale di S.Pazienzioso, quella mattina e...hai letto cosa
mi è stato risposto...
Ecco cosa dovrebbe accadere:
All'ospedale, l'accettazione ci deve inviare al reparto di competenza.
Il medico del reparto può provvedere al ricovero immediato, se ha disponibilità di posti letto, in
caso contrario, ci deve inserire in una lista programmata di ricovero.
Nota bene:
Tale lista è gestita dal medico responsabile dell’unità funzionale.
Si spera "ben gestita". Si spera che non spuntino, come succede qui a S.Pazienzioso, pazienti
previlegiati, pazienti dai ricchi portafogli e dalle amicizie facili.
Ecco come dovrebbe essere gestita la lista:
Unicamente in base al tipo di patologia e dalla gravità del caso.
- Il ricovero programmato
- Il ricovero ordinario, può essere anche programmato. Per esempio: un intervento
chirurgico. Da chi è deciso? Direttamente dal reparto, in cui il paziente si è recato
per una visita ambulatoriale o per un precedente ricovero. Naturalmente non rientrano in questo
caso i pazienti che presentano patologie o quadri clinici d'urgenza.
- Il ricovero in day hospital
- E un tipo di ricovero programmato, in alternativa al ricovero ordinario.
E' finalizzato alle prestazioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative.
Dura al massimo 12 ore, (fascia oraria mattutina/pomeridiana) ma si può avere più accessi,
magari nei giorni successivi.
- Ricovero nelle case di cura
- I malati assistiti hanno diritto a scegliere liberamente il luogo di cura. Pensate un pò!
Voi lo sapevate?
Per il ricovero in case di cura accreditate, basta la richiesta del medico di famiglia.
Il ricovero nelle case di cura accreditate è gratuito.
Se invece il paziente sceglie il ricovero in una clinica privata non accreditata,
sarà necessario antecipare le spese, ma poi sarà possibile recuperarne una parte,
tramite rimborso della ASL. Per ottenere questo rimborso, bisogna chiedere alla ASL
la preventiva autorizzazione, presentando la proposta di ricovero del medico di famiglia.
- Il malato all'ospedale. Come deve essere trattato.
- Diritto ad essere assistito e curato con premura, con rispetto della sua
dignità umana, e non deve essere neppure sottovalutato il suo diritto al
rispetto delle proprie convinzioni filosofiche o religiose. Pensate un pò!
A voi vi è mai capitato di essere rispettati così in un ospedale?
- Ha diritto di sapere ogni informazione circa il proprio stato di salute:
diagnosi, terapia, interventi proposti, prognosi.
Rischi e vantaggi delle terapie
o degli interventi chirurgici, devono essere illustrati al paziente il quale
è libero di decidere di dare o meno il proprio consenso.
- Ricordate che avete diritto a ricevere copia integrale della cartella clinica,
entro 30 giorni o immediatamente, in caso di urgenza dimostrata.
22/04/03
"Ogni limite ha una pazienza" diceva un celebre comico...e oggi io l'ho persa!!
Stamani alle 7 ero già sveglio ma con un diavolo per capello. Persino il mio
gatto Bartolomeo, quando mi ha visto, è corso via scivolando nelle mattonelle
di casa. Il mio sguardo non dava adito a dubbi: ero nero. Causa dell'arrabbiatura?
Principalmente il fatto che dall'ospedale, nonostante siano già passati parecchi giorni,
non ho avuto alcuna telefonata, neanche per dirmi: crepi! (Il che, sarebbe
già stato qualcosa).
E meno male che non sono malato davvero! Ma stamani, come se non bastasse il cattivo
umore, mi sono alzato con un terribile mal di testa. Mi sono pertanto
vestito per andare un attimo in farmacia. Ecco, cari amici, quando esco di casa
ho sempre la testa tra le nuvole e così, giunto al banco della farmacia, al
momento di pagare, mi sono accorto che non avevo preso portafoglio.
- Ci penso io... - ha detto una ragazza dietro di me.
Pensate un pò, inaspettatamente, la giornata ha preso un'ottima
piega. Mi volto, e vedo Stefania, la mia amica Stefania, che non vedevo da tanto
tempo. Ci eravamo conosciuti in biblioteca, dove vado spesso "per saperne
di più" ed era un pò che non la vedevo in giro. Siamo andati
via insieme, a casa sua. Ah! Finalmente il piacere di potere parlare con
qualcuno, di potermi sfogare con qualcuno, nella certezza di essere
capito.Non che sia senza amici o parenti ma, spesso è come se non
esistessero davvero. Ma la mia sorpresa più grande è stata quella di venire a
sapere da Stefania, che era stata recentemente a S.Pazienzioso per un day
ospital. Una brutta esperienza! Un mese prima del ricovero, sospettarono una malattia
di nome "Connettivite" - ha detto lei - una ptosi renale, e la sindrome di
Raynauld.
Insomma, cari amici, la mia missione ha avuto un nuovo risvolto. Mi sono
annotato seriamente in un blocco notes, tutta l'esperienza della mia amica Stefania.
- Day ospital di tre giorni, (dopo un mese dal sospetto da accertare), con
entrata la mattina alle 8,30 circa e uscita rapida dopo circa 2 ore. Febbre
elevata a circa 38°, che non ha minimamente interessato, nè portato a
intervenire con un ricovero, onde evitare strapazzi.
- Nel mese di attesa a casa, è stata completamente lasciata senza medicine,
nè controlli. La Dott.ssa Platano non aveva tempo di venire a
misurarle la pressione, nè altro... "Venga in ambulatorio" - le
rispondeva secca.
- Tempo di attesa di 30 giorni circa, dopo il day ospital, per potere avere
una diagnosi e una cura.
Non ho commenti!
Purtroppo le hanno diagnosticato ciò che sospettavano e, ho deciso di
andarla a trovare spesso, dato che è sotto una cura intensiva. E' quasi sempre
sola, e non è facile accettare di passare da una condizione di sana a malata.
Fortunatamente spesso, oltre me, la va a trovare una certa Grazia. Ha il potere
di tirarle notevolmente su il morale! Da quando ha saputo che l'amica è malata,
non solo non parla mai della sua malattia, non le chiede nulla, e fa
completamente finta di non sapere, o di non volere sapere niente, ma non fa
altro che parlare dei suoi lievi disturbi, mostra cure e pillole. Stefania
l'ascolta con grande sollievo, poichè nonostante ora non stia bene, ha volontà nel
volere guarire e ottimismo. Quando Grazia e le sue malattie hanno completamente
ritirato sù il morale ad entrambi, e lei è andata via, noi ci mettiamo
seriamente al lavoro. Come? Cercando nei depliant pubblicitari delle
agenzie di viaggio, una bella vacanza adatta, per la fine di quest'estate.
Ma non lo dite a nessuno.....
Rossella Usai
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