I caratteri essenziali di questo tipo di contratto sono, la collaborazione tra due
soggetti senza alcun vincolo di subordinazione, come succede invece nel classico rapporto
da lavoro dipendente, la coordinazione tra il lavoratore e il committente che deve essere
strettamente vincolata all'organizzazione dell'azienda.
Dal 2001 il nostro legislatore ha previsto la possibilità di utilizzare tali forme di
contratto anche per attività manuali e non solo intellettuali, come invece era
previsto prima, sempre che sussistano i requisiti sopra descritti.
La contribuzione previdenziale si attesta al 10% o 13% dei compensi corrisposti a
seconda che il collaboratore sia già iscritto o meno ad altre forme previdenziali
(per esempio dipendente, pensionato, artigiano o commerciante).
Questa contribuzione è a carico, per un terzo sul collaboratore stesso,
al quale viene trattenuta direttamente dal compenso, e per i restanti due terzi è a carico
dell'azienda committente.
Dal marzo 2000, con il D.Lsg. n. 38/2000 è stata introdotta, per questi rapporti di lavoro,
la previdenza assistenziale contro gli infortuni, e i collaboratori che utilizzano per il
loro lavoro macchine, apparecchi elettrici o veicoli a motore, sottostanno alle regole
di contribuzione Inail previste per i dipendenti.
Inoltre, dal 2001 i collaboratori coordinati e continuativi vengono parificati quasi in tutto,
ai lavoratori dipendenti.
E' essenziale un contratto scritto tra committente e collaboratore che è meglio registrare
presso i competenti Uffici delle Entrate. Nel contratto si può indicare la data di inizio
e di scadenza. Inoltre è importante sapere:
per i collaboratori, non esiste un periodo di prova, non c'è liquidazione a fine rapporto,
non esistono le 13° e 14° mensilità. Il compenso viene accordato da entrambe le parti e
può essere corrisposto mensilmente o come da accordi. Non esistono orari prestabiliti
in cui svolgere il lavoro, e il collaboratore può scegliere a suo piacimento l'orario
che reputa più adatto alle sue eventuali altre esigenze lavorative. Infatti, l'obbiettivo
più importante è quello di garantire il risultato di un determinato lavoro alla scadenza
stabilita.
Ecco quello che sono riuscito a sapere pertanto: ad oggi non ho ancora un contratto
(quasi un mese di lavoro), mi hanno detto che mi ridurranno a 1 ora e mezzo l'orario di lavoro
e che mi daranno circa €.5,00 all'ora nette.
Per la tipologia di lavoro che eseguo, come orari, subordinazione al
capo reparto, (ubbidienza "a bacchetta") e mansioni varie non stabilite, non rientro
nel "Contratto di coordinazione continuata".
Una ragazza che lavora nello stesso supermercato, mi ha detto
che anche lei dopo un anno di lavoro non ha ancora un contratto in mano, e ricorda
solo che al momento dell'assunzione, le era stato fatto firmare un foglio, di cui però
non ha ricevuto copia.
Pagamenti irregolari o assenti hanno completato la mia indagine.
Che cosa ho fatto? Sono andato dai Carabinieri e ho denunciato il fatto.
Il giorno dopo avevo un contratto in mano di assunzione a tempo parziale
e sono stato pagato per il mese già eseguito in ogni mio diritto.
Finito il mese, non mi hanno rinnovato quel tipo di contratto, e mi hanno cordialmente
messo alla porta.
Lo volete sapere? Il giorno dopo nel reparto in cui lavoravo io,
l'agenzia ha inviato una ragazza che, ignara, aspetta un contratto.
E' un gioco che non può durare e ho deciso di indagare ancora e di
raccogliere altre prove!
-Siete degli allocchi! - ha urlato il misterioso individuo - Non vi siete accorti
che la persona che avevate assunto era un agente in incognito?
- No... sembrava uno sciocco come gli altri - ha risposto il Sig.Alberto.
- Rimediare non sarà facile! - ha continuato l'individuo - E invece di pensare
a nascondere le tue azioni losche, tu cosa fai incosciente? Invii un
biglietto a tuo fratello perchè ti cerchi una nuova ragazza da assumere
e fregare? Per oggi non vi voglio più vedere! La riunione è finita!
Arrangiatevi e sperate che io abbia ancora voglia di convocarvi qui!
Penserò io a sopprimere la ragazza! Andatevene subito o faccio una carneficina!
Gli "invitati" a questa strana riunione non se lo sono fatto dire due volte, e
si sono volatilizzati. Purtroppo quando abbiamo cercato con lo sguardo il misterioso individuo,
lui non c'era più e nemmeno la nostra cara amica! Con la disperazione nel cuore siamo
tornati in redazione, e per ora non sappiamo altro.
Diario di redazione: 21/10/02
Da quel tremendo giorno di riunione al vecchio mulino, della nostra cara
amica non abbiamo più saputo nulla. Il pensiero che possa essere stata uccisa,
ha reso le nostre scorse giornate un vero incubo! Ma cosa potevamo fare?
Non avevamo più neanche una pista da percorrere, ci siamo fatti prendere
anche da un pò di paura, e non siamo più usciti dalla redazione se non per
andare a casa la sera. Ieri, alla solita fermata dell'autobus, mentre aspettavo che arrivasse,
nel marciapiede di fronte al mio mi è parso di vedere passare la nostra cara amica!
Il suo look era cambiato, ma sono stato subito certo che era lei, e l'ho
riconosciuta perchè nel breve tratto che ha fatto di fronte a me prima
di svoltare in un'altra strada ha inciampato rischiando di rompersi il collo,
cosa di cui la prendiamo sempre in giro. Del resto, è inevitabile per una come lei!
Gira per la strada sempre con il naso per aria, e un giorno o l'altro, le abbiamo
sempre detto, la fortuna non la proteggerà più e si romperà il collo!
- Allora è viva! - ho urlato io correndo come potevo dietro di lei.
Ma purtroppo non c'era più, nè di destra nè di sinistra. L'ho chiamata per nome ma nulla...
lei non c'era più!
Diario di redazione 22/10/02
Eravamo in redazione, discutendo tra noi di tutti gli ultimi eventi
nella speranza di venirne a capo, quando qualcuno ha suonato al campanello.
- Vai ad aprire tu? - chiedo ad un mio collaboratore.
- E' la signora Rosaria - ha detto lui entrando in redazione con lei.
- Qual buon vento? - ho chiesto io continuando il mio lavoro al computer.
- Voglio dirvi qualcosa circa il Sig. Ferdinando... - ha detto lei tutto d'un fiato.
- Dica - ho detto io girandomi verso di lei rosicchiando una penna.
- E' un lestofante, e il vostro 008 lo aveva scoperto!
- Siamo tutt'orecchi! - ho detto io interrompendo il mio lavoro.
- Venite stasera a casa mia che vi preparo una bella tisana alle erbe e vi racconto tutto! -
ha detto lei andando verso la porta.
- Non può dirci tutto qui senza complicare come al solito?
- No, vi aspetto! - ha detto lei chiudendo la porta dietro di se.
Stasera andremo a casa sua e domani vi faremo sapere.
Diario di redazione: 24/10/02
Che serata strana! Non vedevamo l'ora di raccontarvela!
Verso le 19,30, ora in cui di solito chiudiamo la redazione, ci siamo recati a casa della
signora Rosaria, ma lei non c'era: il portiere ci ha detto che l'aveva vista uscire e gli
aveva lasciato detto di dirci dov'era andata. Dove? Al club "Dancing with me"!
Non potevamo credere ai nostri occhi! Siamo entrati nel club, e nel palco abbiamo visto
che ballava proprio la nostra cara amica collaboratrice che reputavamo scomparsa! Sembrava
molto tranquilla e felice: noi eravamo allibiti!
- Ah! Siete qui! - abbiamo sentito dire alle nostre spalle.
- Signora Rosaria! - ho detto io - E' già un pò che la cercavamo! Ma come mai questa
scelta di portarci qui?
- La risposta è sul palco! Ho letto nei giornali che la vostra amica era sparita,
ma conoscendola non credevo fosse possibile che l'avessero ammazzata. Sediamoci e facciamo
finta di nulla. Vi dirò quello che vi ho promesso, e poi potremo cercare di lei nei camerini.
- Ok, mi sembra una buona idea - ho detto io indicando un tavolo libero.
- Qui le tisane alle erbe non le servono cara signora Rosaria, cosa ordiniamo?
- Cameriere, un doppio whisky per tutti! - ha detto incredibilmente la signora Rosaria.
- Ma signora, lei sembrava che prestasse così tanta attenzione alla sua salute, soprattutto
al cuore!
- Un buon goccetto non ha mai ammazzato nessuno! Quella buon'anima di mio nonno,
è campato 105 anni senza privarsene mai!
- Bando alle ciance, signora siamo qui per quel caso che stiamo tentando di risolvere.
- Lo so, e sono felice di collaborare con voi - ha detto lei bevendo con gusto il suo
whisky - Ecco quando il vostro 008 venne da me, quella sera d'Agosto, mi lesse dal suo
libretto una pagina in cui aveva annotato ciò che aveva scoperto del Sig. Ferdinando.
Io ero scandalizzata, e non volli che mi leggesse tutta la pagina, ma mi ricordo benissimo
la prima parte, e diceva all'incirca così:
Il signor Ferdinando ogni mattina alle 7, da quando ha aperto il suo negozio di
cartoleria-libreria, va alla messa con un'aria devota, ma io ho scoperto che ha una doppia vita!
L'attività del negozio non gli rende, e per portarla avanti se non altro in apparenza,
si è inventato diciamo così, un doppio lavoro. Infatti ho trovato la pubblicità del suo
negozio in siti internet che trattano argomenti di sesso e l'hotel che ha di fronte alla
cartoleria affitta camere ad ore, e lui procaccia dei clienti di dubbio gusto.
- Dopo tante schifezze circa quel falso sant'uomo, gli ho chiesto di non leggermi più altro
- ha detto la signora Rosaria finendo in un sorso il suo whisky.
- Eccolo lì che balla! - ho detto io vedendo il Sig.Ferdinando.
- Mi fa ribrezzo! - ha detto la signora Rosaria - Non resisto più vado a casa! Ho detto
tutto quello che so, non dimenticatevi di acciuffare la vostra amica ballerina!
Si è alzata dalla sedia ed è andata via, e noi siamo andati a cercare la nostra amica "ballerina"
recandoci verso i camerini. Abbiamo bussato alla porta ma nessuno ha risposto...abbiamo bussato
nuovamente e la porta si è aperta. Siamo entrati dentro il camerino, era tutto buio, e solo
due occhi in penombra sembrava che ci fissassero sporgendo da dietro un "séparé".
Sei tu...?- ho chiesto io.
Credevo che la nostra amica fosse dietro il séparé per cambiarsi, ma non ho quasi finito di terminare la
domanda: qualcuno da dietro ci ha dato una bella bastonata in testa a ciascuno.
Dove siamo finiti?
Per fortuna che il più anziano di noi è rimasto in redazione!
Noi infatti siamo stati portati in un sotterraneo buio e sporco, pieno di stanze e
corridoi che sembrano infiniti. Non c'è anima viva, e sembra non ci sia modo di uscirne.
Inviamo notizie al nostro redattore ancora al lavoro, tramite il telefonino che è
rimasto in nostro possesso, e speriamo che riesca a farci uscire vivi da qui!
Diario di redazione:26/10/02
Come certo sapete, chi vi scrive è l'unico rimasto operativo in questa redazione.
Sono il più vecchio di tutti, ma non sono decrepito, e sono certo di avere più esperienza
e più saggezza dei miei colleghi: a mio parere in questa indagine non ne hanno indovinato
una! Tanto per incominciare ho anche intenzione di tornare al club "Dancing with me", per
parlare con la nostra ex collaboratrice. I miei colleghi hanno inviato un messaggio in
redazione in cui descrivono una specie di
sotterraneo buio, pare sia un vecchio magazzino. Solo una scaletta porta al piano
superiore, ma l'uscita è chiusa. Qualcuno vestito tutto di nero, con una maschera di carnevale
nel volto, gli porta da mangiare e da bere, ma gli passa il tutto da una specie di ascensore
e poi torna su! Sentono il treno che passa vicino, e deve esserci nelle vicinanze una
fattoria, dato che sentono il gallo che canta la mattina presto.
Diario di redazione: 30/10/02
Ieri sera, mi sono cambiato di tutto punto, e ho indossato il mio abito da sera per una
serata al Club "Dancing With me".
- Però... - mi sono detto osservandomi nello specchio - sono sempre un uomo piuttosto
affascinante!
Mi sono recato al Club con la mia "Duetto" Alfa Romeo, a cui tengo più di ogni altra cosa,
e l'idea di una serata fuori casa mi allettava. Appena entrato ho subito cercato con lo sguardo
la nostra amica, ma nel palco c'era un'altra ballerina.
Mi sono seduto ad un tavolo pensando tra me che ormai già che c'ero tanto valeva godersi
la serata, e ho ordinato un buon bicchierino di brandy.
Ero intento a dare un'occhiata in giro per vedere se era possibile rallegrarmi la serata con
una dolce compagnia, quando da un tavolo dietro di me, non volendo, ho sentito una ragazza
ridere allegramente e civettare in modo piuttosto interessante. Mi giro con discrezione e...
chi vedo? Era proprio la nostra amica ex redattrice, che conversava rallegrata da un whisky,
con due uomini. Uno lo conosco bene, è il Sig.Ferdinando, l'altro non lo conosco.
Ad un certo punto, lei e il Sig.Ferdinando si sono alzati, e sono andati nella pista da ballo.
Lei ha dato un vero esempio di come si balla, facendo stupire tutti.
Non avrei mai immaginato fosse una così particolare ragazza, quando da dietro la sua scrivania
carica di confusione, la vedevamo a mala pena sporgere tra i libri e le cartacce, con quegli
abiti di due taglie in più, presi a casaccio da dentro il suo cassetto la mattina.
Il Sig.Ferdinando, sembrava essere molto colpito dal suo fascino, e cercava in ogni modo di
abbracciarla, e le sue mani svincolavano un pò, ma lei non le perdeva di vista e prontamente
le riportava dove dovevano stare.
Poi sono ritornati al tavolo, e ho subito allungato l'orecchio per sentire cosa dicevano:
- Allora, hai deciso? - ha detto il Sig.Ferdinando - Sul tardi vieni con me che ti faccio
vedere il mio albergo? Sai, l'ho appena fatto ristrutturare, e con il qui presente mio socio,
posso dirti che gli affari vanno a gonfie vele!
- Ci sono molti turisti in questa stagione? - ha chiesto lei avvicinandosi a lui con
occhi languidi.
- Neanche un cane, ma nel mio albergo c'è soltanto gente per bene! - ha detto lui.
- Ok, andiamo.. - ha detto lei alzandosi.
Il Sig.Ferdinando non se l'è fatto dire due volte, e rivolto al suo socio ha detto:
- Mi raccomando, vai a parlare con il proprietario del Club, e avvisalo che il prezzo
delle camere è raddoppiato.
- A dopo - ha detto il socio alzandosi con decisione.
Senza farmi notare l'ho seguito, e mi sono seduto al bar, dove il socio del Sig.Ferdinando
ha cominciato prima a parlare, e poi a discutere con un uomo che doveva essere il proprietario.
- Non se ne parla neppure! - ha detto il proprietario - Riporta pure questo discorso al
tuo amico: io manderò le mie ragazze in un'altro albergo!
- Non ti conviene! - ha detto lui estraendo di nascosto un'arma da taglio.
- E' una minaccia? - ha chiesto il proprietario un pò intimorito.
- Si, e vedi di non metterci i bastoni tra le ruote! - ha detto l'altro puntando quel
taglierino. E detto ciò se n'è andato.
Io esterrefatto ho subito pensato alla nostra amica, che incoscientemente era andata
proprio all'albergo, e sono corso lì per evitare che questa volta si mettesse davvero nei guai!
L'albergo non è distante. Ho parcheggiato la mia macchina, e a piedi cercando di passare
inosservato, mi sono avviato verso l'ingresso dell'albergo.
Grande è stato il mio stupore quando in fondo al marciapiede opposto al mio, ho visto la
Sig.ra Rosaria che camminava con un'aria insolita.
- Strano... - ho pensato - cosa ci fa a quest'ora ancora in giro?
Mi sono appostato dietro una macchina parcheggiata, e l'ho seguita, passo, passo, e
sorprendentemente l'ho poi vista entrare in albergo.
Non sapendo cosa fare, sono rimasto ancora un pò nascosto, nell'attesa di decidere la mia
successiva mossa, quando all'improvviso ho visto arrivare la macchina della polizia che si
dirigeva proprio verso l'albergo!
La macchina ha frenato bruscamente di fronte all'albergo, e tre poliziotti sono corsi dentro
mentre un'altro è rimasto fuori a controllare.
Io mi sono avvicinato all'albergo, ma il poliziotto mi ha bloccato fuori, nonostante cercassi
di spiegargli che dentro l'albergo c'era una ragazza in pericolo!
- Non si preoccupi - ha detto lui - sappiamo già tutto e stiamo agendo per il meglio.
Dopo poco tempo, vedo scendere i poliziotti con la Sig.ra Rosaria ammanettata, che urlava
e si divincolava come poteva.
- Io non ho fatto niente! Lasciatemi! Sono solo una povera vecchia!
- Povera vecchia un corno! - ha detto un poliziotto - Gliele ho date io le bastonate in
testa ai redattori, alla ragazza in albergo, al Sig.Ferdinando e infine all'agente 008?
Io a quel punto ho fatto per entrare dentro l'albergo, ma mi sono bloccato
sulla soglia vedendo esterrefatto passare distesi in barella i miei amici redattori, la
nostra amica "trasformista", il Sig.Ferdinando, e infine l'agente 008!!
Decisamente la serata stava prendendo una svolta insolita!
Non mi è restato altro da fare, che seguire i miei amici in ospedale, nella speranza che si
rimettano presto.
Diario di redazione: 5/11/02
Vengo ora dall'ospedale. I miei amici stanno già bene, ma il Sig.Ferdinando riporta una
frattura alla gamba destra, una al braccio sinistro, e un piccolo trauma cranico. Mi chiedo
perchè tanta violenza scatenata proprio contro di lui.
Sono anche andato a trovare la Sig.ra Rosaria che è in prigione. Ha un viso cattivo da far
paura e non ha voluto parlare con me.
Ci sarà un processo e io sono molto preoccupato.
Diario di redazione: 8/11/02
Oggi la redazione è nuovamente al completo: abbiamo l'onore di riavere anche il nostro
agente 008, anche se un pò ammaccato. E' tornato ad essere il solito di sempre, ed è già qui
a complicarci la vita.
- Ora che vi ho raccontato tutto - dice lui - siete convinti che ho agito per il bene
della cittadinanza?
Noi lo abbiamo guardato un pò incerti e lui si è arrabbiato ed è andato via sbattendo la porta.
Ora aspettiamo con ansia il giorno del processo che è stato fissato per l'11 di Novembre.
Diario di redazione: 18/11/02
E' passata una settimana dal giorno del processo, e solo ora ci sentiamo la forza di
raccontarvi tutto! Dovevamo essere in tribunale alle 9, e appena entrati in quei lunghi
corridoi, eravamo già tutti in tensione. Era ancora presto, non c'era quasi nessuno,
e nell'attesa ci chiedevamo in quale di quelle aule si sarebbe svolto il processo.
Più tardi sono cominciati ad arrivare avvocati, cancellieri, giudici, e i poliziotti che
quella sera avevano arrestato la Sig.ra Rosaria.
Con una sedia a rotelle sospinta dal Sig.Alfonso, è arrivato anche il Sig. Ferdinando, e
con loro c'era anche il Sig.Alberto.
Sembrava ci fossero tutti. Noi della redazione eravamo al completo, ed avevamo con noi persino
la nostra amica collaboratrice "trasformista", che per l'occasione era tornata ad indossare
i suoi consueti "panni di redattrice".
- Manca 008! - ho detto io terrorizzato.
- Eccolo che arriva - ha detto la nostra collaboratrice - indicandolo in fondo ai corridoi.
A quel punto, ci hanno mostrato in quale aula entrare, ognuno di noi si è andato a
sedere, e quando hanno suonato la campanella la corte era al completo, avevamo il cuore in gola.
I momenti più emozionanti sono stati quelli in cui, ad uno ad uno, siamo stati interrogati su
questa intricata faccenda, e poco alla volta, la verità si è andata a delineare. Ma dato che
oggi qui in redazione con noi c'è anche il nostro agente 008, passiamo ora la parola a lui,
per raccontarvi dettagliatamente ogni cosa:
- "Oh! Finalmente posso parlare io! Sembra una faccenda intricata ma, in realtà, è molto
semplice.
La Sig.ra Rosaria, mia insospettata vicina di casa, è stata la prima tra tutti a spaventarsi
quando ha saputo che io volevo scrivere quel libro sulle verità nascoste della nostra cittadina.
Aveva infatti un passato segreto da nascondere alle sue amiche del club "Dancing white me",
e pur che non venisse a galla, era ormai disposta a tutto.
In giovinezza, era stata follemente innamorata del Sig.Ferdinando, e segretamente si vedevano,
nonostante lui fosse già fidanzato con l'attuale moglie. Ebbe anche una bambina da questa
relazione che però lui non volle riconoscere, e quando purtroppo morì all'età di tre anni
per una grave malattia, la Sig.ra Rosaria ebbe un trauma tale che fini ricoverata in ospedale
psichiatrico per ben 5 anni. Dall'età di 26 anni era poi rimasta sola, e si era ricostruita
una vita e un'immagine nella cittadina.
Io non sapendo tutto ciò, ho scatenato i suoi ricordi, quella sera d'Agosto in cui sono andato
a trovarla per leggerle il mio libretto.
Quella sera, dopo che io sono andato via, ha pensato di fare una telefonata anonima al
Sig.Ferdinando, avvisandolo però che qualcuno indagava sulla sua losca attività e su quella
dei fratelli Alfonso ed Alberto, e che occorreva impedirgli di proseguire le indagini,
rubando un misterioso libretto in suo possesso. Ha completato il messaggio indicando
loro persino l'indirizzo del mio appartamento. Il giorno in cui il Sig.Ferdinando è venuto
a casa mia, per rubarmi il libretto, io fortunatamente non c'ero, e quando sono tornato tutto
era sottosopra. Ho ben pensato un piano che mi avrebbe permesso di proseguire indisturbato
le indagini e di sparire nello stesso tempo. Il piano era perfetto, e se voi redattori di
questo quotidiano non si foste immischiati più del dovuto, avrei sicuramente terminato
il mio piano."
- Ma cosa dici? - ho detto io infuriato - Lo sai o non lo sai che abbiamo rischiato la
pelle per te?
- Lo so, ma è logico che se mi lasciavate fare ora avevo più elementi per completare il mio
libro.
- Non pensi che al tuo libro? - ho continuato io al limite della sopportazione.
- Ora state zitti e ascoltate il resto. Ho pensato di travestirmi, e quello strano
individuo al vecchio mulino, con la voce metallica ...ero io. In questo modo ho spaventato
e bloccato i tre elementi su cui indagavo e nella speranza che io potessi aiutarli,
sicuramente mi avrebbero svelato tutto.
Quella sera, l'arrivo della vostra collaboratrice, è stato da una parte un aiuto perchè ho
pensato di servirmene per bloccarvi tutti e rinchiudervi nel sotterraneo, onde potere
proseguire indisturbato la mia indagine. Purtroppo la polizia vi ha trovati e liberati e,
quella sera la Sig.ra Rosaria, ha avuto la pessima idea di sfogare la sua rabbia repressa
nelle camere di quell'albergo.
Conclusione?
La Sig.ra Rosaria ha avuto una leggera condanna, dato che poi non ha ucciso nessuno, si è
limitata a darci solo una "spolverata"; il Sig.Ferdinando credo passerà dei guai seri per
le sue attività illecite; i fratelli Alfonso ed Alberto, hanno ricevuto la visita
dell'Ispettorato del lavoro che ha intenzioni molto serie nei loro confronti.
Infine...io ho già un contratto con una casa editrice per pubblicare il mio libretto.
- Credo sarebbe stato più giusto che tu la pagassi per "sequestro di persona" dato che
ci hai rinchiuso in quel sotterraneo - ho detto io con rabbia.
- No, perchè io l'ho fatto per il vostro bene, e per evitarvi di compromettere le mie
indagini, e in fondo vi siete anche divertiti, nonostante qualche bernoccolo!
- E' vero caro 008 - ha detto la nostra collaboratrice avvicinandosi a lui con fare
civettuolo - ora però andiamo altrimenti perdiamo l'aereo.
- Dove andate? - ho chiesto io.
- A trascorrere il Natale in Bavaria a BAD TÖLZ ...
Detto questo si sono avviati verso la porta con un'aria di intesa e ci hanno
lasciato qui in redazione con un palmo di naso.
Copyright © 2004 di Rossella Usai