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Mi sono sposata giovanissima a 21 anni. A 27 anni avevo già due figli: Sara e Simone.

La vita di casalinga e mamma, mi occupava molto, e i bambini hanno sempre dato un senso alla mia vita, ma talvolta sentivo la necessità di avere uno spazio tutto per me, un "qualcosa" in cui avrei potuto esprimermi, realizzarmi.

Non so come fu, ma mi venne in mente di realizzare qualcosa con le mie mani.

-Con le tue mani? - mi rise in faccia mia madre, che sapeva benissimo che non ero capace neanche di attaccare un bottone!

Mi sentii una vera frana, infatti portavo ogni più piccolo lavoro di cucito a lei!

Nonostante la sfiducia familiare decisi di provare ugualmente! Mi armai di ferri e gomitoli di lana, uncinetti e cotone e mi recavo settimanalmente in edicola per acquistare un'enciclopedia a fascicoli che trattava l'uncinetto.

Alla sera, quando i bambini erano a letto, mi trasformavo: nel divano, di fronte al televisore acceso, circondata di tutto il mio materiale occorrente non c'era tentativo che non provassi per cercare di imparare.

Se sbagliavo ero capace di disfare il lavoro all'infinito, fino a che non risultasse come io volevo, a volte andavo a letto alle 3 di notte!

Cosa accadde? Ogni membro della famiglia ricevette un capo d'abbigliamento confezionato con le mie mani, in particolare i bambini: maglioni, sciarpe e cappelli, persino delle pantofole all'uncinetto a forma di Pinocchio...

Mi dilettai a decorare ed arricchire anche la casa, e realizzai centrini all'uncinetto e comode presine per la cucina; realizzai dei ricami a mezzo punto, che poi incorniciai. Ancora oggi, non posso non pensare a quei giorni, riguardando quei quadri appesi alla parete della sala, in casa mia.

Ma il destino mi girava intorno, e un giorno come un'altro, ricevetti una telefonata d'apparenza banale, ma che cambiò la mia vita. Ci invitarono (senza impegno) in un rinomato Hotel di Viareggio, dove ci avrebbero mostrato una meravigliosa enciclopedia per i bambini, (così dissero).

Mio marito era un pò diffidente, e a ripensarci oggi credo fosse terrorizzato, ma vedendo il mio entusiasmo mi accompagnò! Insomma, acquistammo l'enciclopedia e ci dettero in omaggio una macchina da cucire, che io avevo scelto.

 

(Nella foto la mia prima bambola che ho realizzato.)

Attesi il giorno della consegna...come un gatto il topo!

L'enciclopedia è ancora in camera dei ragazzi, e l'hanno consultata spesso, anche io per dire la verità, ma ciò che per me funzionò subito come una calamita, fu la macchina da cucire.

I giorni che seguirono, la mia fantasia era molto impegnata. Infatti non sapendo affatto cucire, più che altro immaginavo cosa avrei potuto realizzare...

La prima idea mi venne in occasione del carnevale, che come sapete qui a Viareggio è un vero evento! I bambini avevano finalmente deciso il modello, e si erano lasciati convincere a farsi realizzare il costume da me. Mia madre, si sentì in dovere di aiutarmi, nella paura che facessi dei guai. Acquistai una rivista in edicola e con cura rilevai tutti i cartamodelli, ricopiandoli su carta velina. Quel fatidico pomeriggio il lavoro iniziò, sotto la guida di mia madre, e con i bambini che come al solito ne combinavano di tutti i colori! Insomma, io e mia madre ci si mise a discutere sull'utilità dei cosiddetti "punti molli" che io trovavo inutili, e i bambini avevano ridotto la stanza in un vero disastro! Il momento della prova poi, fu un vero dramma! I bambini avevano paura degli spilli... insomma, non ci crederete ma i vestiti furono realizzati ed indossati.

Per un pò non ebbi più l'idea di confezionare abiti, e mi dedicai al punto croce, senza abbandonare i miei lavori di maglia e uncinetto. Ma il punto croce mi affascinò subito! Disegnai un orsetto in cui avrei inserito un ricamo a punto croce, per personalizzarlo. Mi venne bene e fui soddisfatta.

Ma dall'orsetto, dalla mia fantasia cominciarono a sbucare personaggi d'ogni tipo, dunque per cercare di realizzarli, un giorno acquistai sotto insistenza di mia figlia un libro di cucito creativo. In fondo al libro era proposta una bambolina di pezza.

-Me la fai, mamma? - mi chiese mia figlia Sara.

Non aspettavo altro! Mi misi subito d'impulso al lavoro!

Continua nel secondo capitolo...

Rossella Usai

"Dal baule della nonna" - Copyright © 2006 - Rossella Usai.

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