La novella...del mago di Firenze

C'erano una volta, miei cari lettori, un re ed una regina...no! C'erano un paio di mutande...

La storia risale a tempi remoti, remoti al punto tale che non è possibile datarli.

In quell'epoca, uno scienziato pazzo, ebbe un'idea: inventare le mutande.

Fino a quel giorno nessuno al mondo ne aveva sentito la necessità, e anche grazie a questo che popolarono il mondo...

Ma un giorno, ecco, accadde il fatto: come vi ho detto questo scienziato inventò le mutande, e siccome era pazzo, aveva libero accesso alle conoscenze con i politici di quel tempo.

Venne così emanata una legge: mutande obbligatorie, sia per gli uomini che per le donne. Pena? Multe severissime, fino (allora) alla decapitazione. La gente soffriva per questa nuova imposizione. Sarebbe stato meglio per loro qualsiasi altra imposizione, ma non quella!

Ma furono costretti a indossare queste mutande. E' indescrivibile cosa accadde.

Fecero persino dei corsi gratuiti per imparare a sopportarle, vi furono convegni, gruppi di aiuto, nulla, nessuno le voleva addosso. Ma dovevano. Lo scienziato pazzo sparì di circolazione e di lui non si seppe più nulla. Ma negli anni a venire, fino al giorno d'oggi, tutti si sottomisero a questa legge. Ma le donne, che sembrano il sesso debole, si sono sempre ribellate!

Mutande si, oggi giorno, ma ridotte al minimo indispensabile!

Talvolta ne fanno a meno rischiando con disinvoltura gravi conseguenze.

Gli uomini. Ubbidienti come agnellini! Mutande fino alla vita, o comunque simulate in "boxer" tipo calzoncini, coperti insomma da soffocare.

Ma non le donne! E negli approcci sessuali? I due si avvicinano, si guardano negli occhi e lei nel frattempo ha già fatto volare via le sue mutandine, con tale e tanta soddisfazione, che le si legge negli occhi.

L'uomo accanto, invece, intento a contemplare le roteanti acrobazie delle mutandine lanciate, è un pò in rilento e quando si sveglia, e la donna è già bella e pronta dentro il letto, lui se le sfila con una lentezza da pazienza Certosina.

Ecco cari amici la realtà. Ma questa realtà un bel giorno, e devo dirvi non in un tempo lontano, ma in un tempo assai vicino ad oggi, fu stravolta ancor di più.

- Ma da chi? - chiederete voi.

Da un mago Fiorentino, nativo della rinomata città, per le sue opere d'arte. Il mago, non fece che inventare una frase magica:

- Ovvìa levati le mutande!

Gli balenò in testa mentre inzuppava un biscotto nel caffelatte, non si sa come. Credette in una frase passata per la testa come un'altra. No, cari amici, non fu così. Entrò in un supermercato e, sottovoce, nascosto tra le verdure, pronunciò tale frase. Vi fu un putiferio! Ogni donna, qualsiasi età avesse, dette scandalo. Tutte furono arrestate per atti osceni in luogo pubblico, ma per dire la verità non proprio tutte, le più racchie. Le altre trovarono molti che si prodigarono per coprirle, con il chiodo fisso nella testa, di riscoprirle quanto prima.

E, il mago? Chiederete voi? Scappò alla chetichella.

Un giorno il mago conobbe una donna. Volle provare la frase. In men che non si dica le mutande della donna erano volate via. Il mago pensò:

- E ora che si fa?

Voci di popolo, riportano che trovarono il modo di trascorrere il tempo.

Alla fine della giornata, dopo molti impegni, la donna tentò di recuperare le sue mutande.

- La legge me lo impone! - disse al mago.

E' così che cercandole di qua e di là, in ogni posizione, il mago che poteva solo guardare, ebbe dei dubbi sulla resistenza del suo cuore. Ma le mutande furono finalmente trovate ed indossate e la donna, pur rammaricata, e pur sentendosi soffocare, ubbidì alla legge.

E il mago?

E la donna?

E gli uomini e le donne di tutto il mondo?

Come finisce insomma questa novella?

Finisce a letto naturalmente. Poichè negli anni, è sempre stata raccontata sotto le coperte, con conseguenze estremamente piacevoli.

Insomma lo scienziato pazzo vinse un premio nobel per l'invenzione!

Vi basta?

Rossella Usai

"Dal baule della nonna" - Copyright © 2004 - Rossella Usai.

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