Trasfusione d’amore...
Dedicato a mio padre e mia madre
Non ci sono più. Dovrò affrontare il resto della mia vita senza di loro.
Ma hanno lasciato in me una “trasfusione d’amore” che va oltre il confine del tempo e
della realtà.
Per caso in soffitta ho trovato un piccola e vecchia scatola impolverata: in essa ci sono
ricordi di vita, mia madre giovane fanciulla sognante, come lo è sempre stata, mio padre
un ragazzo carico di vita, spericolato. Ci sono le sue foto in cui è alle gare vespistiche,
vitale, felice!

"...mia madre giovane fanciulla sognante..."

"mio padre alle gare con la vespa"
Nella scatola c’è una manopolina da neonata di lino, ricamata a mano, che mia madre
mi metteva perché io non mi graffiassi il viso…l’aveva ricamata lei. Dentro ci sono,
conservati con cura i miei riccioli di bimba. Cosa c’è in un ricciolo di bimba?
L’ha conservato perché in esso c’è ingenuità, vitalità, sogni, tenerezza, c’è
l’incoscienza di non sapere la crudeltà della vita. Io li riprendo in mano e potessi
chiederei a mia madre:
- Mamma dove sono andati a finire tutti i sogni, i desideri che ti sussurravo mentre
mi tenevi in braccio?

Mia madre
In questa pagina, ascoltando questa musica di sottofondo DIANA DI POUL ANKA, la preferita di
mio padre, (la sapeva tutta a memoria e la cantava sempre...) riguardo le loro foto, giovani
innamorati,
pieni di vita, di gioia!! Rivedo lui nelle foto sulla vespa, alle gare, rileggo le loro
tenere lettere d'amore. Ma tra tutto quello che c'è in quella scatola, ci sono pure poesie comiche
ironiche, che mio padre scriveva a mia madre, o a sua sorella, erano tempi semplici dove si gioiva di nulla!!
Tra di esse, mio padre scrive:
"Desidero ardentemente che tu al più presto diventi la compagna
della mia vita, ti voglio tanto tanto bene. Non so come esprimerti tutto il mio
amore, ma ti basti sapere che senza di te la mia vita non esisterebbe.
Ti bacio e ti stringo fortemente
Tuo in eterno
Renato"
Secondo me sono sentimenti talmente veri quelli che ho visto in loro, che
sono convinta siano rari.
Oggi tutto è banale, scontato, non c'è più nulla che descriva come allora
il sentimento.
Mio padre era molto sarcastico, si divertiva a volte per un nonnulla,
rideva a crepapelle per le barzellette, era semplice, era un uomo particolare,
un carattere difficile, ma sicuramente una persona speciale.
Chiamava teneramente mia madre "Pitighina" e le scriveva poesie
buffe...
Ma non solo....si erano persino scritti un vero e proprio codice di
comportamento nel 1958.
Iniziava così quello che scrisse mio padre:
AVVERTENZA:
Sei tenuta ad osservare le norme di questo codice, che io, in data
odierna porgo nelle tue gentili mani. Tu dici di amarmi , ebbene, se
veramente mi vuoi bene osservale e rispettale.
Seguono ben 26 articoli... mi si stringe il cuore ad immaginare quanto si
amavano...
Lui conclude:
Questo codice può sempre essere suscettibile di modificazioni.
Se mi ami rispetta queste norme, perchè solo così un giorno ti sposerò.
Renato
Naturalmente mia madre scrisse pure lei un codice di comportamento...
Li immagino dunque nella vespa insieme che corrono via (mio padre era uno
spericolato incredibile!) pieni di sogni, di speranze, stretti, con un'intensa
passione fra loro...
Rivedo il mio biglietto che annunciava la mia nascita: