Anno 1980

Nel 1980, mio padre mi regalò un'agenda. Pensai subito a scrivere in essa un diario personale. Ancora lo conservo e talvolta lo rileggo, mi rivedo ragazza di 15 anni, mi risento come allora.

I miei 15 anni...


1 Gennaio 1980 (Martedì)

 

...tratto dal mio diario...

Eccomi in un nuovo anno!!

Spero sia un anno felice, positivo!

Ho deciso che in questo diario scriverò di me ogni giorno.

Tanto per incominciare, caro diario, mi presento: mi chiamo Rossella Usai, ho 15 anni e quattro mesi, frequento la seconda Magistrale nell'Istituto "Eleonora D'Arborea".

Oggi mi sento molto male perchè ieri sera ho esagerato nel mangiare e anche un pò nel bere lo spumante.

Tutta la mattina aspettavo una telefonata, poi alle tre è arrivata! Era Andrea che ieri mi da detto che gli piaccio. Mi ha pure regalato un grazioso braccialetto... ma io gli ho risposto che non ero intenzionata a mettermi con lui. Oggi voleva fare lo stesso una passeggiata insieme a me, ma ho rifiutato con la scusa che dovevo uscire con i miei genitori. Il babbo del resto dice sempre che ancora sono troppo piccola. In effetti poi sono davvero uscita con i miei genitori e ho cenato a casa di mia zia, dove ho gustato delle ottime lasagne!

Ora ti saluto

Rossella

COMMENTO DI OGGI 27/04/06

Di me direi che ero molto frenata dalla mia famiglia a vivere liberamente la mia età, allora. Per un eccesso di protezione ero tenuta a freno, perchè altrimenti ricordo che mi piaceva Andrea, e sarei uscita più volentieri con lui.

Con i miei figli non ho posto limitazioni eccessive poichè io ne ho avute fin troppe.

Rossella Usai

 

Ricordando...

Ricordando gli anni in cui da ragazza sono passata ad essere moglie e mamma...

Con mia figlia SARA

Con mio figlio SIMONE


Mi sono sposata a 21 anni. Un amore vero, nonostante non abbia durato come avrei voluto, per sempre...

Ma per sempre c'è solo una cosa nella vita: i figli.

Essi sono e restano lo scopo della mia vita.

Dopo sposata quasi subito (dopo sei mesi) già pensavo con infinita tenerezza ad una bambina. La immaginavo bionda, con occhi azzurri, bellissima. La volevo e la desideravo tanto. E' così che quando la sentivo muovere nel mio ventre era già parte di me. Si viveva in simbiosi allora e anche ora, vivrei in simbiosi con lei, semplicemente perchè l'adoro, non resisto quasi, nonostante ora abbia 18 anni dall'abbracciarla continuamente. Ma poi venne la data del parto. Dal momento in cui me l'hanno data in braccio io ho sentito parte di me fondersi in lei. Bellissima come una bambola di porcellana, con gli occhi azzurri e i capelli biondi, come l'avevo desiderata e sognata, una pelle di porcellana, manine delicatissime, piedini da baciare... Sono gioie che nulla, nulla al mondo può dare.

Ma avevo un forte senso materno allora. Volli un altro bimbo e speravo tanto in un maschio. Dio mi ha regalato un bimbo bello che pareva "cicciobello", me lo guardavano tutti, ne ero gelosa da non potersi dire. L'attaccamento a lui era ed è forte. Erano gli anni più belli della mia vita e non lo sapevo. Mi rivedo all'ospedale ad allattare Simone che era ingordo, non gli bastava mai, a 4 mesi era già 8 kg. Lo portavo a passeggiare con orgoglio, e lui sorrideva solo se era fuori, in casa spesso strillava. Oggi, il mio Simone, è un ragazzo carico di vitalità, incredibilmente fantasioso e geniale, anche se inesperto di come gestire quella carica di adrenalina che ha dentro. Ma loro due, ora dopo la separazione poi, sono tutta la mia vita, so che nulla e nessuno potrà ridarmi quelle gioie, ma sono vive dentro di me, ricordando le riprovo.

Rossella Usai

 

Oggi e domani

In questa parte pubblicherò un odierno diario, cioè sensazioni, emozioni di oggi.

Foto Marzo 2006


Ne restano due

Ho sempre ammirato i papaveri. Da piccola ero affascinata dalle distese di papaveri, mi facevano sognare e desiderare di camminarci in mezzo, come tra i sogni, raccoglierne un mazzetto come fosse un'insieme di desideri da sperare che si avverassero.

Oggi ho visto un campo in cui il terreno è stato preparato per la semina dall'aratro, di papaveri ne restano solo due, soli soli, lì nel campo...

E io ora sono come quel campo. Non ho più i sogni che avevo a 15 anni, o da bimba. Forse me ne restano due, come i papaveri in quel campo. Non sono andata nel campo a coglierli, penso sia meglio lasciarli lì, forse posso sperare di più.

Rossella Usai


 

 

 

 

 

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