Autore della poesia: RaffaeledaVinci

Dedicata a Rossella

Il mio Angelo 


Angelo che rimembri 
le mie membra smembrate 
e che fai del mio, Io,
l'unica mia esistenza 
tu hai invaso il mio cuore 
in un sol battito d'ali 
dove l'incoscienza del mio amore 
si è tramutato per volere tuo 
come in un incantesimo, 
nella sensazione più attraente 
che questo mondo 
di finzioni e di paure 
può donare.

 

 

Autore della poesia:

 

 Giorgio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricordando... io e te

 

 

Accendendo una candela io e te

 

Gradevole, caldo

è unico il loro essere...

Intensa la loro luce,

tremula

cattura sguardo

e pensieri...

e poi il calore!

Mani leggere

danno loro vita:

una per illudere

una per sognare...

una per illuminare

una per scaldare il cuore!

Una per addolcire un'amarezza,

una per asciugare le lacrime,

una per ricordare...

una per non dimenticare...

 

 

 

Autore della poesia:

 

 Giorgio

 

 

 

Dedicata a Rossella

La fronte appoggiata sul vetro freddo...

guardi fuori... la strada luccica,

i lampioni si riflettono sulle pozzanghere, sul lastricato,

fa un pò freddo,

ci stringiamo le braccia intorno al corpo,

un abbraccio che sa di pioggia, di vento, di mare...

sorridiamo a noi stessi, riflessi nel vetro...

A cosa pensiamo quando le nostre mani ci cercano,

quando le mie labbra sfiorano le tue,

quando le nostre lingue spingono a fondo?

A cosa pensi quando scivolo su di te accarezzandoti con il mio corpo?

Quando mi accogli dentro di te e ti lascio senza fiato?

Quando ti prendo i tuoi capelli con le mie mani?

Quando muori tra le mie braccia.... a cosa pensi?

Adesso non importa saperlo...

prendimi con i tuoi occhi,

incantami con la tua voce,

legami con le tue braccia,

divorami con le tue labbra,

afferra i miei capelli,

se vuoi, mentre sospiro...

e poi stringimi,

guardami mentre grido il tuo nome,

respirami mentre muoio tra le tue braccia...

 

 

 

 

 

Ricordandoti...

Sur le pont de Avignon...

Non si tratta qui, di un dedicato a me, ma di un mio piacevolissimo ricordo.

Sur le pont de Avignon, è una vecchia canzoncina francese che cantavo con il mio gigante Olandese, un caro amico, che non dimentico: Peter.

Sur le pont de Avignon

on j danse

on j danse

Sur le pont de Avignon

on j danse

on j danse

tout en rond...

Sur le pont de Avignon

on j danse

on j danse

sans ron flon.

 

 

 

RaffaeledaVinci

 

Lo so

Lo so che mi odi amore,

che non mi vuoi più,

che ti ho fatto soffrire,

che non ti ho capito,

che davvero non ti ho amato.

Vorrei attraversare la tua mente come un soffio,

il tuo cuore,

la tua pelle,

baciarti gli occhi,

stringerti a me...

senza che tu mi veda...

magari mentre dormi.

Guardarti respirare,

ripensare ai momenti felici vissuti insieme,

sfiorarti i capelli,

avvicinarmi a te per sentire il tuo calore,

sentirti ancora.

Ma lo so amore,

ormai io e te siamo persi per sempre,

non ci vedremo mai più,

non ci è più concesso.

Era un incantesimo?

Una stregoneria?

No, era semplicemente un sogno VERO.

Mi rivedo con te nelle passeggiate,

tra le tue braccia, felice,

si rideva come bambini...

Forse siamo bambini,

altrimenti non si avrebbe agito così.

Non si avrebbe perso un gioco così bello,

invece io e te, l'abbiamo rovinato...

Lo so amore, è stata tutta colpa mia,

come una bambina penso piangendo al mio "Principe" perso,

sento te nel mio cuore, ma ormai, lo so, tu non mi credi più.

Chissà, forse un giorno non qui,

nel tempo infinito

io e te ci ritroveremo

e ti vorrò prendere la mano,

come facevo sempre,

la bacerò, tesoro, come allora e...

lo so, è impossibile.

Lo so...non sono credibile...

ma si ora farei follie per te...

Ma, lo so, è tutto inutile,

sono ormai divisi i binari della nostra vita.

Chi è stato?

Solo noi,

siamo stati noi a dividerli,

forse non si erano mai uniti davvero...

di Rossella Usai - Marzo 2005

Dedicata al mio Principe

 

 

 

Se stasera potessi,

mamma,

ti telefonerei,

come facevo sempre.

Ti vorrei raccontare

quello che è successo,

da quando tu non ci sei più,

da quando non sapendolo,

una mattina come un'altra

ti vestivi per andare a fare la spesa.

Non sapevi che erano i tuoi ultimi istati di vita cosciente.

Non sapevi che stavi per essere strappata a noi.

E allora, stasera,

sono qui in casa sola mamma,

vorrei telefonarti nel mondo dell'incoscienza,

tra la vita e la morte,

ritrovarti lì,

abbracciarti idealmente folle d'amore,

felice d'averti ritrovato,

e vorrei raccontarti ogni cosa successa,

mi pare di sentirti rispondermi davvero,

mi pare che forse qualcosa fa si che io e te

questa telefonata stasera la facciamo.

Forse sei qui e io non ti vedo, sento te.

Vorrei, vorrei, è impossibile dire quanto ancora ti vorrei.

E penso che è colpa mia,

non ti ho apprezzato abbastanza negli ultimi periodi,

non sapevo che ogni giorno era un addio!

Penso che quella mattina dovevo intuire e correre a salvarti!

Penso che pur curandoti con amore non ti ho salvato,

da quella che ora è la tua grave situazione.

Penso che tu hai fatto tanto per me e io nulla per te,

penso che vorresti tutto,

meno che vedermi morire con te,

ma io non desidero altro.

di Rossella Usai - Marzo 2006

Dedicata a mia madre

 

 

Fare l'alba con te...

vivere la notte con te...

sfiorare ogni emozione con te...

ogni gioco e ogni follia...

assaporare la nostra capacità

di vivere la vita e il mondo appieno...

come pochi sanno fare...

è per me gioia profonda e felicità,

quando siamo insieme per me non esiste altro,

non so come, ma solo così io non penso nulla...

ogni momento resta unico,

semplicemente momenti di vita

che insieme viviamo,

ma che conserverò sempre nella mia memoria e nel mio cuore.

Ripensando a te

Al mio nord

Rossella Usai - Agosto 2005

 

 

 

Incontro casuale,

attrazione speciale.

Non scordi neanche tu,

se non è che ora cerchi di farlo,

perchè ti ho amato e odiato.

Non so perchè è successo,

tu eri tutto ciò che una donna può avere.

Hai realizzato ogni mio desiderio,

ogni sogno.

Ma qualcosa di incomprensibile,

mi allontanava da te,

tu ti stringevi,

io svincolavo.

E ricordo...come te...

la notte sotto le stelle,

in riva al mare,

tra le onde del mare.

O sdraiati nel verde,

con il cielo che ci guardava,

mille giochi insieme...

In discoteca,

mi hai lasciato sfogare,

l'energia bestiale trattenuta,

al cinema abbiamo sognato o riso insieme.

A cena abbiamo condiviso noi stessi,

raccontando tutto di noi.

E mi prendevi in braccio,

mi facevi girare e rigirare,

e io ridevo...

Suonavi per me la chitarra,

e cantavi canzoni bellissime...

Cucinavi per me delizie,

e mi viziavi con dolci e coccole.

Come ho dunque potuto essere,

tanto fredda con te,

da lasciarti,

riprenderti,

e rilasciarti,

senza pensare ai tuoi sentimenti?

Non so spiegarmelo,

un istinto agiva in me ad impulso.

Se scrivo questo,

è perchè comunque,

ti ricordo.

Comunque.

Dedicata a Maurizio

Rossella Usai - Febbraio 2006

 

 

Ho sempre creduto all'amicizia,

l'ho sempre cercata e desiderata

ma non sempre l'ho trovata.

Non credo alla casualità nella vita,

sono convita che qualcosa o qualcuno,

ci mette sulla via di altre persone,

sulla via della vita che altri percorrono.

E' così che si inizia a camminare insieme,

lungo il sentiero della vita... camminare insieme.

Immagino quel sentiero assolato,

i nostri passi,

le nostre ombre.

Ma vedo in quell'immaginaria strada,

che è la vita,

due cuori che si uniscono,

due menti che si intendono,

si aiutano.

E' successo così.

E' così che io ora non sono più sola,

non più,

mai più.

Ora ho loro,

e con loro,

camminino in quel sentiero,

quello della nostra vita,

e ridiamo,

ci raccontiamo tutto,

talvolta si piange...

ma lo facciamo insieme.

Non sono più sola:

Sabina ed Antonietta sono nel mio cuore

ed io nel loro.

Dedicato a Sabina ed Antonietta

Da Rossella - Aprile 2006

Nella foto uno dei molti cari regali che ricevo da loro.

 

 

 

ROMA 24 SETTEMBRE 2006

Dedicata alla mia dolce cuginetta Noemi Tailo di 6 mesi che è andata a vivere in Brasile.

NOEMI MI MANCHI MOLTO TI VOGLIO TANTO BENE

TUO CUGINO DA ROMA

MANUEL PERNAZZA

IL TEATRO DEI BURATTINI

I burattini, cosa sono i burattini?

Cos'è il teatro?

Cari bambini, è un bellissimo mondo, ti senti libero, nessuno può dirti stai sbagliando, parli, comunichi con gli altri e impari a conoscere meglio te stesso e gli altri.

L'amore per l'arte ti fa ricco dentro, l'inizio di un nuovo spettacolo è sempre una nuova emozione, gli applausi ti esplodono il cuore di gioia e senti solo musica intorno a te, i sorrisi del pubblico, sono ricchezze per il burattinaio, far ridere e divertire non è facile, soprattutto far capire quello che si presenta al pubblico, però questo è il mio sogno, mi impegnerò, studierò molto, per ottenere un piccolo posto nel magico mondo del teatro.

Pulcinella ti voglio tanto bene, ti ringrazio di tutto.

MANUEL PERNAZZA (7 ANNI ) - ROMA

 

 

 

Roma, 25 settembre 2006

LA VITA E' UN TEATRO

Tutti i giorni andiamo in scena e indossiamo una maschera per affrontare i problemi di ogni giorno.

Corriamo, litighiamo, serenita' intorno a noi non abbiamo, ma quando lassu' qualcuno ci chiama tendiamo la mano e ci fermiamo.

La vita cos'e', un percorrere di ostacoli ma alla fine vinciamo tutti allo stesso modo, ricchi o poveri.

Tanti anni ho visto mia madre combattere ogni giorno attraverso un macchinario, la dialesi, la macchina vuole combattere la morte, ma quando la macchina si ferma nessun operaio puo' ripararla, fischia la fine e' una partita senza risultato, perche' quel risultato non puo' vederlo piu' nessuno, cosi' un bel giorno mia madre ha perso la partita.

Cosi' poi ha iniziato a scendere in campo mio padre, che stanchezza quando tornava dal suo lavoro, paura avevi a guardarlo, lui era cosi' buono, forse troppo, che il vino se lo e' bevuto con cattiveria, nascondeva i suoi problemi dietro una bottiglia, fino a che un giorno si e' affogato insieme ai suoi problemi, era cosi' limpida quella bottiglia, lo aiutava fuori, ma dentro la sua torbita' lo ha fatto morire, la trasparenza a volte inganna.

Eccomi ora devo ricominciare tutto da sola, dai Mirella vai e apri il sipario, la gente fuori ti aspetta, la tua casa natia, ma di vivo non c'era piu' niente, solo ricordi per la tua mente.

Ma che importa dicevo io, vicino a me c 'e' l'amore, senza maschera e dolore, guardavo Andrea e riprendevo la vitalita', ma l'amore ti mette a dura prova, quindi si lotta molto con la forza dell'amore, un altro esame da superare, difficile pero' da dimenticare, era carnevale del 1996 tutti danzavano ballavano e ridevano, ma il mio cuore si spezzava, il mio bimbo mi lasciava, adorato lo portavo in grembo, ma quando non l'ho sentito piu' mi resi conto che stava lassu'.

E come faccio ora, le mani mi tremavano per poter aprire il sipario, la maschera anche lei era diventata vera, ma quanto i miei occhi incontrarono quelli di Andrea, e parlarono per noi, il mio cuore mi disse vai torna in scena, cosi' iniziai a ridere con la gente, parlavo ma in realta' non parlavo, mi facevo forza, non volevo che la candela dentro di me si spegnesse, forte l'amore per Andrea mi ha rifatto sentire la terra sotto i piedi, cosi' sono di nuovo scesa in scena.

La mia piu' grande vittoria l'ho avuta il 12 agosto 1999, ho toccato con mano quello che piu' desideravo, ero Mamma, Mamma davvero di un bambino meraviglioso. Vidi Manuel per la prima volta il 12 agosto 1999 alle ore 17.00 lui era nato alle h. 10.47, ma l'anestesia non mi aveva permesso di vederlo prima, faceva tanto caldo, ma io avevo tanto freddo, avevo paura di toccarlo, pensando che era un sogno, la mia mano senti la sua dolce manina per la prima volta, l'emozione che provai e' indescrivibile, avevo paura di addormentarmi per poi risvegliarmi e non vederlo piu', invece grazie Gesu' non era un sogno ci avevi pensato tu da lassu', allora mi sono detta ora puoi finalmente dormire e non riposare.

Man mano che Manuel cresceva, con lui cresceva l'amore, la scuola materna ora la scuola elementare tanti gioie abbiamo condiviso, e tante altre ancora ne condivideremo, finalmente un vero teatro, il teatro del mio adorato figlio.

Manuel tu ami i burattini, ma loro amano te, con loro hai trovato la forza di comunicare, comunicare verbalmente, non e' importante quando la vera comunicazione viene trasmessa dal cuore, la vera comunicazione e' quella che sentiamo, non quella che ascoltiamo.

Quando ti guardo manovrare i tuoi meravigliosi burattini, anche se l'amore per te al primo posto e' riservato a PULCINELLA, vedere i tuoi spettacoli veri, mi fanno dimenticare il mio mondo triste che avevo dentro di me, i tuoi sorrisi le tue gioie sono fonti di vita, quando esci in scena con Pulcinella, i tuoi occhi diventano color oro e brillano anche al buio, il mio cuore batte forte forte, le tue ricchezze sono le mie energie, ti auguro veramente di cuore di poter un giorno far parte nel fantastico mondo del teatro.

Ogni volta Manuel, che aprirai il sipario, mi auguro che il tuo cuore apre le porte a gioia e amore e cacci via per sempre il dolore.

Dolce il mio bambino, sei la mia vita, la mia forza il coraggio di affrontare le dure difficolta' della vita, grazie di essere nato, ora finalmento posso calare la mia maschera, che era diventata vera, ti adoro mio figlio, e che ogni giorno posso essere l'inizio bello di un nuovo spettacolo.

Ti voglio tanto bene Manuel.

Mirella Tailo ( 42 anni )

Roma

 

Rossella Usai

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