Roma, 25 settembre 2006
LA VITA E' UN TEATRO
Tutti i giorni andiamo in scena e indossiamo una maschera per affrontare i
problemi di ogni giorno.
Corriamo, litighiamo, serenita' intorno a noi non abbiamo, ma quando lassu'
qualcuno ci chiama tendiamo la mano e ci fermiamo.
La vita cos'e', un percorrere di ostacoli ma alla fine vinciamo tutti allo
stesso modo, ricchi o poveri.
Tanti anni ho visto mia madre combattere ogni giorno attraverso un
macchinario, la dialesi, la macchina vuole combattere la morte, ma quando la macchina si
ferma nessun operaio puo' ripararla, fischia la fine e' una partita senza
risultato, perche' quel risultato non puo' vederlo piu' nessuno, cosi' un bel giorno
mia madre ha perso la partita.
Cosi' poi ha iniziato a scendere in campo mio padre, che stanchezza quando
tornava dal suo lavoro, paura avevi a guardarlo, lui era cosi' buono, forse troppo, che il vino se
lo e' bevuto con cattiveria, nascondeva i suoi problemi dietro una bottiglia, fino a che un
giorno si e' affogato insieme ai suoi problemi, era cosi' limpida quella bottiglia, lo aiutava fuori, ma
dentro la sua torbita' lo ha fatto morire, la trasparenza a volte inganna.
Eccomi ora devo ricominciare tutto da sola, dai Mirella vai e apri il sipario, la gente fuori
ti aspetta, la tua casa natia, ma di vivo non c'era piu' niente, solo ricordi per la tua mente.
Ma che importa dicevo io, vicino a me c 'e' l'amore, senza maschera e dolore, guardavo
Andrea e riprendevo la vitalita', ma l'amore ti mette a dura prova, quindi si lotta molto
con la forza dell'amore, un altro esame da superare, difficile pero' da dimenticare, era carnevale
del 1996 tutti danzavano ballavano e ridevano, ma il mio cuore si spezzava, il mio bimbo mi
lasciava, adorato lo portavo in grembo, ma quando non l'ho sentito piu' mi resi conto che
stava lassu'.
E come faccio ora, le mani mi tremavano per poter aprire il sipario, la maschera anche lei
era diventata vera, ma quanto i miei occhi incontrarono quelli di Andrea, e parlarono per noi,
il mio cuore mi disse vai torna in scena, cosi' iniziai a ridere con la gente, parlavo ma in realta'
non parlavo, mi facevo forza, non volevo che la candela dentro di me si spegnesse, forte
l'amore per Andrea mi ha rifatto sentire la terra sotto i piedi, cosi' sono di nuovo scesa in scena.
La mia piu' grande vittoria l'ho avuta il 12 agosto 1999, ho toccato con mano quello che piu'
desideravo, ero Mamma, Mamma davvero di un bambino meraviglioso. Vidi Manuel per la prima volta
il 12 agosto 1999 alle ore 17.00 lui era nato alle h. 10.47, ma l'anestesia non mi aveva permesso
di vederlo prima, faceva tanto caldo, ma io avevo tanto freddo, avevo paura di toccarlo, pensando
che era un sogno, la mia mano senti la sua dolce manina per la prima volta, l'emozione che provai e' indescrivibile,
avevo paura di addormentarmi per poi risvegliarmi e non vederlo piu', invece grazie Gesu' non era un
sogno ci avevi pensato tu da lassu', allora mi sono detta ora puoi finalmente dormire e non
riposare.
Man mano che Manuel cresceva, con lui cresceva l'amore, la scuola materna ora la scuola elementare
tanti gioie abbiamo condiviso, e tante altre ancora ne condivideremo, finalmente un vero
teatro, il teatro del mio adorato figlio.
Manuel tu ami i burattini, ma loro amano te, con loro hai trovato la forza di comunicare,
comunicare verbalmente, non e' importante quando la vera comunicazione viene trasmessa dal cuore,
la vera comunicazione e' quella che sentiamo, non quella che ascoltiamo.
Quando ti guardo manovrare i tuoi meravigliosi burattini, anche se l'amore per te
al primo posto e' riservato a PULCINELLA, vedere i tuoi spettacoli veri, mi fanno dimenticare
il mio mondo triste che avevo dentro di me, i tuoi sorrisi le tue gioie sono fonti di vita,
quando esci in scena con Pulcinella, i tuoi occhi diventano color oro e brillano anche al buio,
il mio cuore batte forte forte, le tue ricchezze sono le mie energie, ti auguro veramente di cuore di
poter un giorno far parte nel fantastico mondo del teatro.
Ogni volta Manuel, che aprirai il sipario, mi auguro che il tuo cuore apre le porte a gioia e amore
e cacci via per sempre il dolore.
Dolce il mio bambino, sei la mia vita, la mia forza il coraggio di affrontare le dure difficolta' della
vita, grazie di essere nato, ora finalmento posso calare la mia maschera, che era diventata vera,
ti adoro mio figlio, e che ogni giorno posso essere l'inizio bello di un nuovo spettacolo.
Ti voglio tanto bene Manuel.
Mirella Tailo ( 42 anni )
Roma