Racconti autobiografici

Anni 2004/2005

 

 

 

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Un cuore da buttare?

 

In modo del tutto autobiografico vi voglio raccontare di me, anche perchè questo mio sito è poi sempre stato lo specchio della mia anima, della mia gioia di vivere oppure dei momenti bui. In esso con voi ho trovato un certo senso di amicizia, di calore...pare impossibile ma è così.

In questo scorso anno 2004 e in questo nuovo, ho dovuto assistere giorno dopo giorno ad una mia totale trasformazione, causata da vari eventi, familiari in particolare, ma non solo, anche forse e soprattutto dalla sensazione di vuoto, di solitudine, di amarezza che essi nell'indifferenza di chi poteva starmi accanto per aiutarmi, e non lo ha fatto, hanno causato.

Mi trovo pertanto oggi, ora che scrivo (23.50 20/04/05) un cuore da buttare, da buttare poichè mi pare non sia mai servito a nulla, anzi ora dubito persino di averlo in questo momento. Forse semplicemente perchè non vorrei averlo, no mai più!

Credo che Dio ce lo abbia donato come la più grande parte di se, ma lo ha fatto anche per consentirci di essere messi alla prova, in questo nostro percorso breve o lungo che sia.

Attraverso il cuore noi viviamo, non solo in modo anatomico, noi tramite esso, figurativamente sempre rappresentato come fonte inesauribile di sentimenti, noi viviamo la nostra vita: i sogni di ragazzi, le speranze, le delusioni, le gioie, le amarezze... ogni emozione è da esso filtrata e poi depositata direttamente nelle Mani Di Dio. Io così credo. Ma a volte chiedo:

Quando Gesù verrò da te e ti porterò il mio cestino di un cuore da buttare, tu che ne farai?

Oggi ho incontrato il sacerdote che mi ha sposato, (ora sono separata), e nell'angoscia del momento, unito ad altri problemi familiari, (mia madre malata), gli ho chiesto di fissarmi negli occhi perchè lui che ha Dio in sè, potesse davvero leggervi. Dice che sono la Rossella solita: quella che aveva 21 anni quando è entrata in quella chiesa al braccio del mio adorato babbo (che ora non ho più) e con lui ho percorso il cammino verso la mia nuova vita. Era molto emozionato, tremava, mi raccomandò a mio marito, ma con un fare pensieroso.

Oggi, ritengo, che in quel cestino a Gesù porterò l'amore per i miei figli, l'amore per la mia mamma, e il mio babbo, la mia famiglia. Porterò i valori della vita che hanno attraversato il mio cuore, ma che lo hanno anche illuso, lacerato. E' dunque ora un cuore da buttare? Nella solitudine post-separazione, senza le coccole della mia mamma che me le ha sempre prodigate nonostante la mia età, io mi sono persa il cuore, nelle mani specie di chi non mi ha capito, di chi ha fatto sì che quel poco di speranza morisse dentro di me.

Ma io so anche che in questi casi interviene qualcosa di inimmaginabile: Gesù bambino, con le sue manine morbide, le ditina piccole, lui lo prende, lo stringe al suo cuore e i due ribattono insieme all'unisuono. Poi sorridendo, nel sonno, lo ridona a chi si trovava come me "un cuore da buttare", e la mattina ti svegli incredula come una bimba nella culla, con un senso di vita, di gioia, di speranza , di immenso amore.

Io so che questo ora Lui lo farà per me, e domani ogni mio dolore sarà trasformato, nello specchio di quegli occhietti di bimbo, nelle manine che terranno stretto il mio dito, nelle sue risatine di bimbo. Pertanto nella certezza di ciò, non mi resta che dispormi ad aspettarlo...

Rossella Usai 21/04/05

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