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BAMBOLE DI STOFFA SCOLPITE AD AGO - ROSSELLA USAI
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LE MIE ANTENATE - di Rossella Usai
Prima o poi dovevo rivelarvi le mie origini, è giunto il momento di farlo. Devo dire che ci ho pensato prima su parecchio dato che purtroppo non ho antenati nè famosi, nè dottori, nè laureti o scienziati, tantomeno nobili. Non erano che persone strambe, forse come me.
In questa mia "rivelazione" ve li presento ad uno ad uno, spero abbiate pietà di me... Si racconta che nel 1681 William Penn fondò la colonia Quacchera della Pennsylvania, ebbene una mia antanata era lì. Lo so, risulta dal mio "Albero genealogico", ricerca che fece fare mio nonno Fabio Gonnella. L'albero genealogico, è in camera mia e ci passo sempre molto sottomessa di fronte, perchè se provengo da queste tipette che sarà di me?
Si racconta fosse una coltivatrice di carote e di galline, girava con un calesse tutto il pomeriggio per vendere i suoi prodotti, nessuno ha mai più visto carote così belle e uova così sostanziose, che puntualmente venivano prenotate dalle donne di ogni luogo vicino al suo paese, perchè sostenevano che davano un tocco di magia ai loro assonnati mariti, il famoso effetto "Pic" come veniva detto. Le donne, alla sera preparavano una bella frittata al marito con le uova della mia antanata e, pare, che l'uomo si riavesse d'istante, con gioia della donna che cogliendo il famoso attimo fuggente se lo cucinava a dovere. Quando morì la mia antenata Quacchera, tutte le donne persero voglia di vivere, e in alcuni posti di lei c'è ancora un mito. Chi potrà ridare loro l'effetto "Pic" ai loro stanchi mariti? Non avendo scelta, hanno, pare... trovato un rimedio. Esse, quando i mariti alla sera arrivano stanchi ed avviliti, hanno fondato un'Associazione che si chiama "Rimpiattino" e lì si trovano benissimo... I mariti vanno a letto a guardare un programma Tv e le mogli all'Associazione Rimpiattino. Ci voglio andare pure io... Continuo a raccontarvi delle mie Antenate: la successiva è - La Giardiniera... Rossella Usai 13.02 12/03/2010 Siamo così abituati a travestirci di fronte agli altri che alla fine ci travestiamo davanti a noi stessi. F.De La Rochefoucauld LE MIE ANTENATE - La Giardiniera... - di Rossella Usai
Cari amici, tra le mie antenate, so di per certo, che sia stato ritrovato il corpo di una direi Ex Giardiniera per passione, lungo la foce di un fiume, che talvolta era, tra l'altro come lei, calmo, frizzante, o impetuoso. Soleva recarsi all'alba, presso questo ruscello, ad ammirare l'alba, il silenzio, gli uccellini che cantano, il rumore dell'acqua, e si divertiva, così asseriscono i posteri di cui narrano di lei ancora, a saltare di sasso in sasso, ad ammirare fiorellini, o quant'altro la natura le offriva di spettacoloso a quell'ora.
Poi, felice, tornava alla sua piccola casetta dove viveva sola con un coniglio, per versare l'acqua raccolta dal fiume nelle sue piante, e andava talmente tante volte in su ed in giù per quel sentiero fino al fiume a prendere acqua, che era magrissima, l'invidia di tutte le sue amiche che erano più larghe che lunghe. Ma la malizia ci mise lo zampino e ruppe l'incantesimo di vita di questa mia semplice, anche se estrosa antenata. Viveva di ciò che il suo orto le dava, rigorosamente vegetariana, non chiedeva al mondo altro che ciò che le dava. Ebbene non era simpatica a nessuno. Un giorno ci fu un avviso presso il fiume: ATTENZIONE POSSIBILI ED IMPRIOVVISE PIENE! Non si sa chi, levò quel cartello e la mia cara Antenata Gigliola si recò quella mattina serena verso il fiume, con la sua brocca, il suo fiocco in testa per legare i lunghi capelli sciolti che le arrivavano fin sotto il punto vita, con quel buffo fiore finto fatto di pezza, che lei chiamava teneramente come la sua mamma. Era felice. Dopo un quarto d'ora non si seppe più nulla di lei. Il suo corpo venne ritrovato alla foce, la casa venduta, e al suo posto tutt'ora vi sorge un'autostrada. Ma una cosa si è salvata. Il fiore di pezza che lei amava, che è tutt'ora in un museo, con la sua foto, pare sia stato raccattato da un suo misterioso ammiratore che però lei non degnava di uno sguardo. Rossella Usai 16.29 06/05/2010 Siamo così abituati a travestirci di fronte agli altri che alla fine ci travestiamo davanti a noi stessi. F.De La Rochefoucauld LE MIE ANTENATE - La PIA DONNA... - di Rossella Usai Cari amici, tra le mie antenate c'è una donna che più che una vera antenata è una recente scomparsa, triste ma purtroppo è andata così. Abitava in Scozia. Per recarsi da lei bisognava percorrere un sentiero nel bosco ed infine appariva la sua casa che dall'esterno pareva quella di una fata. Lo sarà stata?
Non si sa di per certo. Il suo vero nome era ARABELLA, e da lei si recavano, così si racconta, giovani non belli di aspetto ma virtuosi e molto ricchi perchè si narrava che un suo bacio li trasformasse in bellissimi uomini dal fascino irresistibile. Ma Arabella sapeva bene che la vera bellezza dell'uomo sta nella sua mente, nella sua personalità. ... indipendente dal fascino fisico, indipendente dallo status sociale, lei sapeva insomma dare loro una personalità unica. Perciò l'evento andava così. Il giovine veniva invitato a succulente cene, con musiche soavi, fanciulle che servivano vestite di tulli e veli color pastello, ma il più bello arrivava alla fine della cena. Pare che il suo dolce bacio, il suo appoggiarsi lieve nelle labbra di lui, il suo riavvicinarsi con delicatezza, e il modo in cui sapeva guardarlo negli occhi, un bicchierino di ottimo whisky Scozzese , che le faceva assaggiare in modo insolito. Si intingeva le labbra di esso e soavemente baciava il giovine più volte, in un bellissimo divano di fronte ad un caminetto acceso. Era lì che si compiva la trasformazione. Lui alle tenui luci emanate dal fuoco diventava di un tratto bellissimo, di un fascino irresistibile, si adagiava comodo tra i cuscini e guardava lei sorridendo dolcemente e sensualmente. Arabella era felice perchè in lui si specchiava. Tutti questi giovani ragazzi, le donavano regali di valore, ma lei accettava anche denaro che però non spendeva per cambiare la sua vita, ma quella degli altri, quella dei poveri. E' così che venne definita "La Pia donna". Al suo funerale, c'erano tantissimi giovani o uomini di ogni età, ma soprattutto c'erano le lacrime dei bimbi e delle famiglie disperate alle quale lei aveva ridato speranza. Arabella morì povera. Arabella morì con solo le sue dolci fatine vestite di veli che facevano corte al suo funerale. Esse non piangevano. Arabella infatti ora è una di loro ed è probabile incontrarla nelle foreste Scozzesi, vestita anche lei come una fata. Rossella Usai 13.29 11/05/2010 Siamo così abituati a travestirci di fronte agli altri che alla fine ci travestiamo davanti a noi stessi. F.De La Rochefoucauld Le mie Antenate - La Pentita - di Rossella Usai Tutti iniziamo la nostra vita e purtroppo facciamo nel corso di essa molti sbagli, ma nessuno credo si sia mai pentito dei suoi quanto questa mia antenata di cui di racconto. Si chiamava Rasica ed abitava in Egitto. Pare che il nome significhi: figlia dell'avventura.
La sua vita fu infatti tutta un'avventura, e nel concludersi, dato che era disperatamente infelice e convinta che tutto il male che le era capitato fosse una conseguenza delle sue scelte, comincio a vivere sola con un gatto nero e dispettoso che la graffiava sempre, con un diario di memorie che scriveva ogni giorno, il pensiero del suicidio fisso in testa, e un testamento. Ma non pose da sè fine ai suoi giorni. Non fece in tempo. Era metodica e lo voleva organizzare bene. A volte non bisognerebbe esserlo all'eccesso. Infatti il suo ex marito, gli incendiò la casa, ma da questo evento si salvò. Anche se con varie ustioni... I figli le rubarono tutti i pochi soldi che aveva, (che lei teneva nascosti in soffitta), le ammazzarono il gatto, e prima di andare via da lei dopo averla sfruttata per anni, le straziarono il cuore, perchè ebbero un'ennesima violenta lite, che la lasciò con una gamba rotta, poichè cadde dalle scale. Accidentalmente? Non si è mai saputo... Ma forse poteva ancora andare avanti. Pensava Rasica, in terra dopo che i figli la lasciarono lì. Non fu così. Una trave del soffitto si stacco e le cadde in testa. Dopo qualche anno il suo corpo venne scoperto in quella che pareva una casa abbandonata, da un curioso che passava di lì, di quei tipi che non si fanno mai gli affari suoi. Ebbene non la indovinò, perchè trovò il suo testamento ed ereditò quello che lei aveva davvero. Ereditò la sfortuna che lo perseguitò per anni, fino alla fine dei suoi giorni. Rossella Usai - 15.00 14/05/2010 Siamo così abituati a travestirci di fronte agli altri che alla fine ci travestiamo davanti a noi stessi. F.De La Rochefoucauld La Signorina Sciaspi - Le mie Antenate - Rossella Usai Forse avrei preferito non raccontarvi di questa mia Antenata. Abitava in Toscana in una casetta bianca molto carina. Abitava sola.
Ma non era stata sola prima, ma ebbe eventi molto tristi pertanto perse tutti i suoi cari. In quella casa stava bene, ma imparò un gioco bizzarro. Tramite questo gioco bizzarro, dato che aveva il cuore ferito dal genere maschile, trovava ogni sera l'espediente di farne fuori uno. Era un'assassina? No. Lei li distruggeva dentro, perchè li amava e li odiava nello stesso tempo. Nel giardino c'era una civetta, che forse quegli uomini avrebbero dovuto vedere, poichè cantava sempre quando uno di loro veniva cortesemente e femminilmente invitato dentro la casa. Era, secondo me un brutto segno, ma essi erano presi da una cosa sola, la solita che si sa cercano gli uomini... e poi ti lanciano come una ciabatta usata. Non la Signorina Sciaspi. Essa la mattina soleva andare a far funghi nelle stagioni giuste, ma coglieva solo quelli velenosi non mortali, allucinogeni, i più strani che siano mai esistiti, ora sono estinti, li ha usati tutti lei. Ottime penne ai funghi per questi cari uomini che solevano volere andare da lei alla sera... Lei sperava di amarli, ma il suo cuore pareva non sapesse amare più... Aveva una parvenza d'angelo, ma non c'era cosa che lei non avrebbe fatto per distruggerli. Cascavano tutti come polli nella sua trappola. Sapeva fare benissimo la parte della cretina, le riusciva a perfezione. Essi ci credevano. E' così che scrisse un libro "Uomini: come evitarli". Questo libro non venne pubblicato perchè, nonostante l'interesse delle Case Editrici, venne scoperto per caso da uno di questi uomini, quello che lei amava davvero, si specchiava in lui. Lui lo lesse tutto e la trattò peggio di quello che già aveva fatto, approfittandosi del suo amore cieco per lui. Sciaspi una notte fuggi di casa e nessuno seppe più nulla di lei per anni. Ma non era morta, era tra la vita e la morte in una strana dimensione e ci rimase finchè una mano onesta di uomo la trasse da lì. Era quella del suo povero babbo morto, che lei aveva sempre amato. Dopo questo evento, Sciaspi conobbe un vero uomo, uno con il cuore, e i sentimenti. Da quel momento, si trasformò. Via il fiocco in testa, via l'atteggiamento strano, divenne così carina e così felice, che pare non si sia vista spesso una sposa così bella. Sciaspi morì felice, e non ricordava più nulla del suo orribile passato. Rossella Usai 19.10 24/05/2010 Siamo così abituati a travestirci di fronte agli altri che alla fine ci travestiamo davanti a noi stessi. F.De La Rochefoucauld Le mie Anetenate - SPRECATA - Rossella Usai
La storia di questa mia antenata è triste ma vera, come le altre del resto... Ma questa nacque già in modo non lieto, come invece accade più spesso. La sua mamma era giovane e bella. Una sera venne invitata a cena da un suo corteggiatore, alla quale lei si stava poco alla volta innamorando davvero. La invitò in un romantico ristorante che era delizioso, le pose in mano un mazzo di rose a gambo lungo, fece un cenno, per fare iniziare la concordata sviolinata romantica. I suoi occhi erano languidi, e lei era emozionatissima. Lo fu di più quando lui, con fare lieve e dolce le porse un bicchiere di champagne dove dentro le mostrò che c'era un anello di fidanzamento con diamante... La cena fu deliziosa, lui promise e propose cose meravigliose, ma la ragazza non sapeva per inesperienza che raramente gli uomini promettono davvero ciò che dicono. Ci fu poi un ballo meraviglioso, tutta la sala del locale era stata prenotata per loro. Insomma la ragazza perse la testa per lui, e fu una notte molto romantica nella splendida villa di lui in stile Vittoriano. Ma la mattina successiva, lui nel letto non c'era più, nè le rose, nè l'anello di fidanzamento, e fu quasi subito avvisata da una donna di uscire alla svelta dalla Villa. Perchè, si chiese la ragazza? Perchè la villa era stata affittata per una notte, lui era scappato e non aveva neanche pagato il conto. - E' stato un sogno sprecato - piangeva disperata la ragazza. Dopo 9 mesi nacque una bimba, ma la ragazza prima di morire di parto, disse che il nome della bimba sarebbe stato Sprecata.
Fu allevata in Orfanatrofio. A 18 anni uscì da questo istituto, ma non riuscì realizzare mai nessuno dei suoi sogni. Forse nessuno ci riesce davvero, ma almeno qualcosa si avvera, a lei no. Un giorno andò a lavorare come Colf presso una donna che ...pareva...distinta.... Dopo un pò però si accorse che invece era psicopatica, ma ormai cosa doveva fare? Se abbandonava quel lavoro non sapeva dove andare nè come vivere. Fu così che tollerò ogni sorta di angherie senza ribellarsi per diverso tempo, finchè non si ammalò, si curava come poteva le ferite che questa donna le provocava, ma pareva davvero Sprecata la sua vita. - Aveva ragione la mia povera mamma - disse un giorno. Ma nonostante questo lei accudì questa donna fino all'ultimo dei suoi giorni, e quando essa stava per morire, nei suoi occhi, Sprecata, lesse un profondo pentimento. Ereditò la sua Villa in stile Vittoriano, lustrata a specchio da lei per anni. La trasformò in dimora per ragazzi handicappati e loro furono la sua grande gioia per il resto della vita. Da quel giorno Sprecata, giocando e ridendo, e specchiandosi in quegli occhi puri e felici, non si senti più una donna senza valore e fu piena di gioia. Rossella Usai 14.36 26/05/2010 Siamo così abituati a travestirci di fronte agli altri che alla fine ci travestiamo davanti a noi stessi. F.De La Rochefoucauld Le mie Antenate - Rossella Usai SPERANZIA Mi è stato raccontato che tra le mie antenate una si chiamava Speranzia. Speranzia nonostante i suoi guai sperava sempre, "magari un giorno cambierà", pensava tra sè. E allora viveva direi di attesa, era una donna forte, lottava, ma soffriva perchè la vita che viveva non se la sentiva sua. Era come vivere la vita di un'altra. Ovunque c'è speranza nel mondo e questo è vero. Talvolta Speranzia nella sua piccola casetta, si divertiva a curare i fiori, simbolo di bellezza, gioia e rinascita nella vita. Aveva un piccolo pollaio e sempre molti colorati pulcini, batuffoli gialli che lei prendeva in mano e si commuoveva...
Aveva una gattina molto affettuosa, che però lo era solo con lei, chiunque provasse a fare del male a Speranzia era sfregiato per sempre. Speranzia amava un uomo, uno solo, quello che aveva dentro nel cuore già dall'adolescenza, e lo vedeva come due occhi penetranti che spuntano da una nuvola di sogno. Lo avrà incontrato nella sua vita? Non si sa. Ha sognato per tutta la vita un amore splendido fin da quando giocava bambina e vedeva l'amore dei suoi genitori. - Capiterà anche a me? - si chiedeva. Ma non si sa. Si sarà mai sposata felicemente, almeno come sognava lei? Nell'attesa giocava con buffi fiocchi, immaginandosi vestita da sposa e sperando ciò che a lei il mondo, non avrebbe dato mai... Rossella Usai 18.46 03/06/2010 Siamo così abituati a travestirci di fronte agli altri che alla fine ci travestiamo davanti a noi stessi. F.De La Rochefoucauld Le mie Antenate? - Rossella Usai Questa volta non vi racconto di una mia antenata, "forse era l'ora", penserete voi... Questa volta vi racconto di una mia parente scomparsa, l'unica cosa che ha chiesto prima di sparire, o meglio ha lasciato a casa stile "testamento", di non cercarla, nè tramite giornali, annunci, nè tantomeno trasmissioni televisive...
Essa presa dall'imitazione dei cartoni, dai sogni di volare via come un famoso aviatore stile "Snoopy" o forse dai mitici cartoni con MUTLEY...desideroso della medaglia... Insomma, sgomenta dei suoi guai senza sapere affatto pilotare un aereo se ne andò, non si sa dove, si crede lontana dai guai, (se ciò fosse possibile), specie dai dispetti delle persone che credeva sue care, dalla cattiveria della gente, dalla orribilità della vita, convinta che lassù fra le nubi, nel cielo, con lo stupore della gente sotto che vedeva le sue strane "acrobazie", potesse trovare la felicità. Forse la trovò dato che spedì questa foto a me... scrivendo di avere "intravisto" la via della gioia... Ma di lei non si è saputo più nulla, giorni fa però ho sentito al telegiornale di uno strano aereo trovato incastrato nelle rocce dell'Everest, da un Alpinista. Dentro c'era quello strano cappello che lei portava sempre pure d'estate. Spero non sia finita così, lei ed i suoi sogni. In fondo era una povera sognatrice come me... Rossella Usai 19.36 08/09/2010 Siamo così abituati a travestirci di fronte agli altri che alla fine ci travestiamo davanti a noi stessi. F.De La Rochefoucauld Le mie Antenate - Rossella Usai Cretinangela Cari, e pazienti... lettori/lettrici, sempre tra le mie Antenate, nonostante il suo nome, che forse era meglio celare, voglio raccontarvi di Cretinangela. Alla nascita non le venne messo questo nome, ne aveva invece uno meraviglioso, ma durante tutta la sua vita, si pensa, si è guadagnata il soprannome di "Cretinangela" alla quale si era poi sottomessa ed abituata. Nel piccolo paese dove viveva essa conduceva vita semplice, ma il suo mestiere era molto bello. Essa realizzava i sogni degli altri. Li realizzava, poichè ogni dettaglio di un matrimonio era seguito da lei, programmato, abito della sposa, e ogni insomma piccolezza romantica ed inusuale, ma la cura particolare era mirata al viaggio di nozze. Cretinangela vedeva gli occhi raggianti degli sposi andare via con la carrozza o con l'automobile, molti fiori, ma soprattutto gioia, speranza e serenità infinita che c'erano in quei romantici sposini. Lei li preparava al lieto evento mesi e mesi prima, soprattutto psicologicamente. Cretinangela aveva il cuore colmo d'amore.
Ma avrà amato? Pare di si. Pare 3 uomini, ma non si sa: - Uno di loro le avrà donato poi la felicità? Un giorno, pare che indossando quel suo buffo cappello, che le aveva regalato una sua amica, (quella che sparse il suo soprannome redicolo), si fece fotografare e poi partì con una grossa valigia. La sua amica, incuriosita, la seguì di soppiatto, sperando in cuor suo che lei non trovasse mai gioia, la vide salire su di un treno, voltarsi un attimo indietro, come per salutare il suo piccolo mondo, ma pare che non sia partita sola. La sua dispettosa amica la vide gettare via il cappello da un finestrino del treno e la vide, con grande sua rabbia, abbracciata, occhi negli occhi con il più bel giovanotto del paese... Rossella Usai 18.52 16/09/2010 Siamo così abituati a travestirci di fronte agli altri che alla fine ci travestiamo davanti a noi stessi. F.De La Rochefoucauld Le mie Antenate - Rossella Usai Il fenomeno della pirateria è sempre stato presente e mi pareva strano di non avere una Antenata Pirata. Essa però non viveva saccheggiando e rubando come in modo classico facevano i pirati. Si chiamava Rossellenope. A furia di leggere del mito di Penelope, si fissò al punto tale di lei, che pensò di essere una specie di sua "reincarnazione" anche se non era stata salvata dalle acque dalle anatre come invece successe alla vera Penelope da neonata. Rossellenope, però aveva una cosa in comune con la vera Penelope: la fedeltà femminile. Innamorata follemente, invece di fare e risfare la tela, come la paziente Penelope, comprò una nave e girava i mari con l'equipaggio tutto femminile sterminava molti uomini, attraendoli nella nave sotto ben altra veste di quella che vedete in foto e poi li uccideva. Ma era un gioco senza soddisfazioni, il male si impossessava di lei senza darle pace, e non trovando il suo amato in alcun luogo, decise una cosa molto saggia. Un giorno ordinò di essere lasciata su di un'isola non abitata, di notte, e vide la sua nave partire ma con noncuranza, nulla della sua vita era stato vero, forse neppure quella barca bellissima lo era.
Per anni non si seppe più nulla di lei, ma un giorno essa fu vista in Francia, da una sua aiutante ex pirata, Rossellenope viveva, pareva, con una serenità quasi celestiale, nei suoi occhi, (forse la intravedete nella foto), essa era divenuta una anziana Perpetua, basta con "Penelope" fissa nel cervello, ora lei era passata dal male al bene, il suo padrone le è molto affezionato, fu lui a salvarla dall'isola. Rossella Usai - 19.15 28/09/2010 Siamo così abituati a travestirci di fronte agli altri che alla fine ci travestiamo davanti a noi stessi. F.De La Rochefoucauld Le mie Antenate - Rossella Usai A me, personalmente piace molto il genere musicale rock, perchè ha ritmi pulsanti ed andrenalici, e movenze di ballo sfrenate. Scarica insomma le tensioni. Tra le mie antenate però c'era una certa Cantalia. Venne chiamata così perchè già dalla nascita la sua bocca era sempre aperta, o per piangere e fare bizze, o per mangiare. Crescendo prese la passione per il Rock estremo, ma purtroppo non aveva nè doti musicali, non era intonata, non sapeva insomma fare della musica interessante e a furia di provare e riprovare a cercare di fare un disco decente (Rock estremo) ebbe un problema di salute, pare una specie di ipertrofia alle corde vocali, non si sa di per certo, ma esse come si sa non si possono acquistare nuove nei supermercati, pertanto Cantalia, nonostante riuscì a fare un primo disco (non so come), lo regalo per depressione a un suo amico, il quale, invece, era bravo, ne trasse spunto, e ci si fece ricchissimo, girò il mondo.
Delle volte a mirare troppo in alto si rischia di cadere molto in basso... e lei infatti non visse a lungo. Rossella Usai - 19.21 29/09/2010 Le mie Antenate - Rossella Usai Inutila Cari lettori (qualora ci fossero), tra le mie antenate, nell'antico Egitto, c'era una giovane fanciulla che si chiamava Inutila. Pare, forse dal nome che essa lo fosse ma non fu così. Essa fin da giovinetta data la sua bellezza (che a me non è giunta), fu rapita da un uomo ricco e potente che gliene fece di tutti i colori. Ma essa, oggi si sa ma allora no, soffriva forse della cosiddetta Sindrome di Stoccolma e si innamorò perdutamente del suo aguzzino. Non c'era cosa che lei non avrebbe fatto per lui, ma era ricambiata con offese e ben altro, povera Inutila. Un giorno il suo "padrone" decise che era ora di sbarazzarsi di Inutila, si era divertito già abbastanza, lei non lo stimolava più in nessuno dei giochi perfidi che aveva per il cervello. Le consigliò di andarsene, praticamente la lasciava libera. - Troverai ciò che fa per te, puoi ancora farcela - gli disse una sera. Ma essa, soffriva troppo e non lo volle perdere, così che il padrone stufo di vedersela sempre davanti china e servizievole, decise una cosa orrenda, che non era praticata ai vivi ma ai morti. Decise di mummificarla viva. - Grazie - disse lei - almeno il tuo sguardo sarà l'ultimo che vedrò, amore.
Ma il suo padrone, che oltre che cattivo era dotato di una estrema voglia di starsene sempre in "sollazzo", figuratevi, la lunga procedura di mummificazione, era troppo lunga per lui. Dunque niente "purificazione" del corpo o disidratazione a base di carbonato idrato di sodio, così, leggo nella sua triste biografia, lui era un tipo poco paziente e procedette con la mummificazione da viva, coprendola tutta di teli. La povera Inutila, fu lasciata un ora in un terreno di una stanza, lui le disse che ora era stanco e continuava domani. E invece ci fu un criceto, un miracolo che salvò Inutila. La liberò dalle bende, e lei proseguì da sola, lo prese stretto a sè, capì di essere sempre stata una sciocca e...lo volete sapere? Divenne la preferita "segreta" di un Faraone, ma non so quale. Morì felice, (di parto) e dette alla luce una bimba bellissima... Rossella usai - 21.13 04/10/2010 Dedicato a tutti quelli che, nella loro vita hanno scoperto a loro discapito cosa è la SINDROME DI STOCCOLMA. Addormentica - Le mia Antenate di Rossella Usai Cari lettori, in un epoca non certa visse una mia cara antenata che si chamava Addormetica. Essa nacque da una madre che soffriva di sonnolenza cronica, e per questo fu chiamata così. Ma Addormentica visse un'infanzia serena, un'adolescenza vitale, e i suoi sogni di ventenne sposa si realizzarono, fino al giorno in cui il suo "castello di sabbia" che lei credeva realtà, crollò. Con esso crollò pure lei. Adorava un gattino. Adorava leggere, specie seduta su di un morbido divano con grande vetrata e vista sul suo giardino con laghetto.
E' lì che Addormentica dimenticava tutti i suoi guai, e coccolata dalle fusa del gatto, dal tepore del caminetto acceso, da musiche soavi che le pareva di sentire crollava in sogni talmente belli che la rapivano in posti incantati come per magia. Talvolta correva a cavallo immaginando di essere un "Pony Exspress" ed era bellissimo correre su quel cavallo "di posta prioritaria" che attraversava il Nord America da St. Joseph, Missouri, a Sacramento, California. A volte Addormentica sognava di raccogliere papaveri in prati a perdi vista, oppure sognava di trovarsi in un fiume con un nobile Cavaliere, un ombrellino, un abito meraviglioso, un amore da fiaba. Ma Addormentica viveva davvero solo nei sogni. Un giorno, siccome soffriva di sonnambulismo, nel sonno profondo si alzò dal divano e si buttò nel laghetto del suo giardino, dove le sue spoglie riposano ancora. Rossella Usai - 20.54 25/10/2010 Siamo così abituati a travestirci di fronte agli altri che alla fine ci travestiamo davanti a noi stessi. F.De La Rochefoucauld Rosselfa - La mia ultima antenata - Rossella Usai Cari pazienti lettori, ecco la mia ultima Antenata di cui io sappia.
Era un'Elfa che abitava nei boschi Scozzesi, si chiamava Rosselfa. Adorava i bambini e se ne vedeva uno, era irresistibilmente tentata ad invitarlo nella sua casa scavata in un albero. Lì lo coccolava con dolci e frutta, con soavi musiche, con giochi divertenti. Ma Rosselfa, aveva un difetto, contorta personalità. Se da una parte poteva essere un'Elfa che vagava nei boschi felice o bizzarra, o dispettosa, talvolta era invece assetata di affetto e cercava la consolazione negli occhi puri dei bimbi, oppure le piaceva aiutare un vecchietto, intento a far funghi, annoiato però della vita, che la impietosiva e pensando che forse poteva aiutarlo, gli appariva all'improvviso davanti, sbucando o da dietro un albero o da dietro un cespuglio e lui così rendeva l'anima a Dio senza alcun dolore. Talvolta, amava cucire, o fare lavori a maglia o uncinetto e li portava di nascosto ai bisognosi dei vicini abitanti: sciarpe, caldi cappelli, coperte, maglioni, ecc. Qualche volta si divertiva all'alba o al tramonto a sentire e vedere la natura che adorava. Molto spesso sognava la bellezza fisica che non aveva, sognava di essere bella e giovane per sempre. Non so come morì Rosselfa. Credo che un giorno, intenta a aiutare un vecchietto a trovare pace nell'aldilà, sia stata sorpresa lei invece, da un grosso orso che ne fece un lauto pasto. Io so di avere una bisnonna Scozzese. E da lì provengo io. Rossella Usai - 13.02 31/10/2010 Siamo così abituati a travestirci di fronte agli altri che alla fine ci travestiamo davanti a noi stessi. F.De La Rochefoucauld Cari lettori, mi scuso. Mi era sfuggita lultima effettiva Antenata. Si chiamava Piumica, e a quanto pare dai raccontio giunti a me, era fissata con gli Indiani d'America, con i pappagalli Brasiliani ecc. tutto purchè avesse piume in testa. Ma nella sua vita non fu MAI CONSIDERATA nè amata.
Essa soleva trovare l'amore nella natura nelle piccole cose, la sua casa era solo un rifugio notturno. Essa amava, farsi inzuppare dalla pioggia o dalla grandine, incurante, non si ammalò MAI. Essa amava il rischio, il periocolo, la vita LIBERA, più di se stessa, Piumica però si dice desiderasse l'amore, ma chi poteva amare una come lei? Essa era figlia del vento. Essa era figlia del mare. Essa era figlia delle cascate più spettacolari, ma non perchè lei lo fosse. Nessuno la notò. Nessuno la amò davvero. Piumica morì dando comunque alla luce una bimba, non so chi incontrò, ma non la rese felice, Piumica morì come voleva lei, del nulla. Si può morire del nulla. Rossella Usai - 20.27 18/11/2010 Ideato, progettato, realizzato da Rossella Usai Disegni, testi, web designer Copyright © 2012 di Rossella Usai Un sincero ringraziamento a chi troverà interessante questo sito, potete scrivermi per suggerimenti o altro al sottostante indirizzo mail o telefonarmi al 3298534686. rossella.usai@dalbauledellanonna.com
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